Sono apparse negli angoli del centro di Salerno le barriere antisfondamento betafence, dei blocchi di cemento mobili, recinzioni di alta sicurezza che stanno facendo capolino in molte città italiane, proprio in vista dei grandi concerti e dei festeggiamenti per il nuovo anno, luoghi di aggregazione, con conseguente grande presenza di persone.
E’ l’incubo del terrorismo che contagia anche noi, massicce le misure di sicurezza messe in atto dalle prefetture, agenti in borghese a Milano, metal detector a Firenze al concerto di Marco Mengoni, a Roma in strada cecchini e polizia fluviale. Sorvegliate speciali anche New York, Berlino, Strasburgo, Madrid, Francoforte. A Salerno come a Torino ci si affida al cemento per bloccare la follia omicida dopo l’attentato di Berlino dello scorso 19 dicembre, quando passanti che compravano ai mercatini di natale sono stati falciati via da un tir.
Il ministro dell’interno Minniti rassicura “la guardia è altissima, con l’obiettivo di garantire la massima tranquillità a tutti gli italiani”. Eppure le betafence non mettono tranquillità a vederle, ricordano piuttosto come sia cambiata la nostra vita, come sempre più viviamo “blindati” con la paura e il "terrore" che qualcosa di male possa succedere anche a noi, anche in un piccolo centro, anche in una città dopotutto di provincia.
Sara Botte
