Omicidio d'Onofrio, l'addio a Ciro tra palloncini e coriandoli

A Matierno i funerali del 35enne freddato domenica sera a Pastena

Il feretro è stato scortato da un corteo di auto e scooter partito dall'ospedale e giunto fino alla chiesa

Salerno.  

Prima ancora che il corteo di scooter arrivasse a Matierno, davanti alla chiesa Nostra Signora di Lourdes, scortando il feretro di Ciro D’Onofrio in un tripudio di clacson e applausi, è stata la presenza di ben due pattuglie della polizia parcheggiate a mò di imbuto in piazza Galdi, a Fratte, ad annunciare che a meno di un chilometro, in collina, qualcosa da tenere sotto controllo c’era.

Alle 15.30 il campanile della chiesa dove alle 16 era in programma il funerale del 35enne freddato domenica sera a Pastena da un killer ancora sconosciuto, ha cominciato a richiamare gli abitanti del quartiere che a frotte sono scesi dalle loro case per dare l’ultimo saluto a Ciro. Poi il carro funebre, i motorini, le urla di dolore dei familiari, le lacrime degli amici schermate da occhiali scuri calati sugli occhi e sigarette fumate nervosamente, tra rabbia e dolore. Pochi minuti dopo le 16 la cerimonia funebre ha preso il via, a celebrarla il giovane don Marco che ha subito rivolto un pensiero affettuoso alla mamma di D’Onofrio, Lucia Caserta, seduta ai primi banchi tra i figli Tina, Valentina, Roberto e Rosa, distrutti dal dolore. Come la moglie Stefania e i due figli del 35enne, stretti nell’abbraccio dei parenti. Tutt’intorno un silenzio irreale, spezzato dall’andirivieni di quanti entravano e uscivano dalla chiesa sfiancati dal caldo e dal pianto. Dopo l’omelia, in cui don Marco ha più volte invocato al perdono, alla speranza e al valore dell’amicizia senza mai fare accenno alle modalità drammatiche in cui è morto Ciro, è stata un’Ave Maria straziante, cantata da un uomo vicino alla famiglia di D’Onofrio, a concludere la funzione.

Nel mentre, sul sagrato, gli amici di Ciro distribuivano palloncini bianchi e azzurri che all’uscita del feretro sono stati lasciati volare in alto, tra coriandoli e applausi. Poi l’ultimo, struggente saluto alla bara su cui si sono letteralmente stese la mamma del 35enne e sua sorella Rosa, la più agitata durante la funzione, seguita a vista da alcune parenti preoccupate che la donna potesse dare in escandescenze, che potesse dire quello che i suoi occhi sbarrati dallo choc della perdita gridavano ferocemente. Ancora un altro applauso e poi Ciro è andato via da Matierno, per sempre, portandosi con sè il nome di chi l'ha ucciso, sulle cui tracce sono da giorni gli agenti della Squadra mobile della Questura di Salerno.

Fiorella Loffredo