Un abbraccio di troppo, quello che per i presenti e per il bagnino di un noto lido balneare del quartiere di Torrione, si sarebbero scambiati due giovani, invitati a maggiore “compostezza”.
A denunciare la storia i circoli Arcigay di Caserta e Salerno. I protagonisti sono due giovanissimi fidanzati casertani, che venerdì avevano deciso di trascorrere una giornata in piscina a Salerno. I due hanno raccontato ai vertici di Arcigay Caserta, dove uno di loro è attivista – di essersi abbracciati mentre erano in acqua, notando di essere osservati dai presenti. “Eravamo in piscina come tutti gli altri: anziani, famiglie, adolescenti come noi e tantissime coppie eterosessuali e come facevano tutte le coppie eterosessuali presenti, anche noi ci siamo abbracciati mentre eravamo in acqua, ma non è stato gradito, qualcuno ci ha additato e il bagnino si è avvicinato per dirci che nella struttura c'erano dei bambini".
Secondo quanto riporta una nota ufficiale congiunta dei due circoli Arcigay, il personale della struttura avrebbe chiesto maggior contegno vista la presenza di tante persone che apparivano disturbate dalla cosa.
A questo punto i ragazzi sentitisi discriminati hanno deciso di lasciare il posto. Intanto la direzione del lido ci ha tenuto a replicare alle accuse spiegando che lo stesso trattamento è riservato anche alle coppie eterosessuali, precisando che nessuno è stato cacciato dalla piscina. Ribadendo che non è certo l'orientamento sessuale a essere stato contestato ma l'atteggiamento. "Ai due giovani è stato riservato loro lo stesso composto e rispettoso atteggiamento – ribattono i titolari del Lido – che negli anni abbiamo adottato con coppie etero che si erano dimostrate particolarmente espansive e calorose all’interno della nostra struttura.
Nessuno è stato cacciato così come nessuno s’è accorto di quello che stava succedendo, perché siamo soliti rispettare i nostri clienti. Abbiamo applicato le regole di buon costume che valgono per tutti, a prescindere dal loro orientamento sessuale, che noi rispettiamo nella sua totalità".
Si è fatto sentire anche il presidente di Rain Arcigay Caserta Bernardo Diana: "Sono stato contattato immediatamente da A., che frequenta la nostra associazione ed è un ragazzo di grande maturità, considerando che a diciassette anni abbia deciso di dedicarsi ad aiutare i suoi coetanei che, proprio per eventi di questo genere, sono emotivamente vulnerabili; Mi sento profondamente sdegnato, perché questo è il terzo caso di omofobia da parte di esercizi del settore turistico, dopo quanto accaduto alla coppia gay che voleva prenotare una camera in Calabria, e si è vista rispondere che non si accettavano gay e animali, e il caso della villa in Salento che affermava la stessa cosa in un annuncio”.
Non è da meno la risposta al caso dell'Arcigay Salerno: "Se un abbraccio diventa disdicevole, pericoloso o oggetto di attenzioni da parte di qualcuno, e se queste attenzioni determinano una limitazione nella libertà di qualcuno, vuol dire che c’è ancora molta strada da fare - ha precisato il comitato “Marcella Di Folco” -. Noi del Comitato Territoriale esprimiamo solidarietà ai due ragazzi per l’increscioso episodio avvenuto. Ci spiace dover assistere nuovamente ad episodi che rasentano espressioni di discriminazione e che senza dubbio sono palesano un clima di intolleranza e difficile riconoscimento sociale e culturale delle diversità”.
Redazione Salerno
