Diele drogato alla guida:la verità dalla perizia degli esperti

150 pagine di relazione. Continuano le indagini sulla morte della 48enne Ilaria Dilillo

Salerno.  

“Non è possibile affermare che Diele al momento dell’incidente fosse in uno stato di alterazione psicofisica tale da giustificare una sua incapacità alla guida”. Lo scrivono nella loro relazione i periti, il medico legale Antonello Crisci, il tossicologo Ciro Di Nunzio e l’ingegnere Alessandro Lima, in risposta agli interrogativi del gup di Salerno Piero Indinnimeo. 150 pagine di perizia, depositata alla cancelleria del gup, per chiarire in che condizioni si trovasse il 33enne attore romano nella notte tra il 23 e il 24 giugno scorso, quando travolse e uccise con la sua auto nell'uscita autostradale di Montecorvino Rovella la 48enne salernitana Ilaria Dilillo.

La motivazione di questi dubbi per i periti arriva dal fatto che non siano stati effettuati specifici test psicoattitudinali nella immediatezza dei fatti, quindi subito dopo l'incidente. E' stato però confermato che Diele avrebbe invece assunto eroina nella 24 ore precedenti. Confutata quindi dagli esperti l'ipotesi che il 33enne fosse alla guida in uno stato di alterazione.  Diele dunque avrebbe potuto frenare in tempo e non investire Ilaria Dilillo. Il 33enne ha sempre sostenuto di non aver fatto uso di droghe quel giorno e di essersi solo distratto alla guida cambiando un cd. Comunque non avrebbe potuto mettersi alla guida perchè gli era stata sospesa un anno prima la patente di guida per uso di sostanze stupefacenti.

Secondo il racconto di quanti hanno assistito alla tragedia l'attore romano si sarebbe reso conto della gravità di quanto accaduto, correndo poi incontro alla donna, a terra esanime. Avrebbe cercato di proteggerla con il suo corpo, abbracciandola per metterla al sicuro dall'arrivo di altre auto sulla carreggiata. Non rendendosi conto che per Ilaria Dilillo ormai non c'era purtroppo più nulla da fare. A darne notizia il quotidiano Il Mattino. 

S.B.