Un’evasone fiscale “consistente”, che ha permesso agli indagati – secondo la ricostruzione fatta dalle fiamme gialle guidate dal comandante provinciale Danilo Petrucelli – di accantonare in tre anni qualcosa come 14 milioni di euro.
A giugno, però, Gianluca La Marca – titolare del caseificio “Tre Stelle” e finito in carcere a Salerno – versa poco più di 5 milioni di euro all’erario tentando di sanare la propria posizione con l’Erario. C’è anche un aspetto tributario e un altro, strettamente interconnesso, di concorrenza sleale nell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia insieme a guardia di finanza e carabinieri di Salerno.
La guida delle fiamme gialle ha infatti sottolineato quello che ha definito “l’atteggiamento spregiudicato” di La Marca nel partecipare all’asta per acquisire aziende in difficoltà. Petrucelli ha segnalato in particolare l’acquisizione, per una somma inferiore al milione di euro, di un’azienda che ne valeva almeno il triplo.
Anche l’extra sconto della cartella esattoriale da oltre 60mila euro, che ha portato ai domiciliari il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, per le fiamme gialle è il segnale di una lotta senza quartiere all’evasione fiscale, finalizzata al ripristino della legalità e alla tutela della sana concorrenza.
