Morta Maria Teresa Avallone, donati gli organi

Il malore dopo l'anestesia per un intervento di chirurgia estetica. Aperta un'inchiesta

Salerno.  

Doveva essere un banale intervento di “alzamento dei glutei” invece, si è rivelato fatale per Maria Teresa Avallone. La donna 39 anni, originaria di Salerno,  da tempo residente a Desio in provincia di Monza, è spirata sabato scorso dopo tre giorni di coma. Sul decesso è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Monza - a coordinare le indagini è il pubblico ministero Sara Mantovani. L’ipotesi di reato al momento è quella di omicidio colposo. A finire sul registro degli indagati è stato il chirurgo plastico Maurizio Cananzi, che doveva effettuare l’intervento. 
Martedì 5 marzo, la 39enne, si era presentata in uno studio di chirurgia estetica di Seregno, comune vicino a Desio, dove viveva, per sottoporsi a un intervento di chirurgia finalizzato a rimodellare i glutei, con la tecnica del cosiddetto «lipofilling». Il dramma si consuma alle 15.30. Maria Teresa si è sentita male non appena il chirurgo estetico,  Maurizio Cananzi, le ha iniettato l’anestetico.  Immediata, la corsa disperata in ambulanza all’ospedale San Gerardo di Monza dove la 39enne è giunta in arresto cardiocircolatorio, poi il coma profondo, con i parametri vitali azzerati. La paziente è rimasta senza ossigeno per troppo tempo e l'anossia ha provocato un danno cerebrale troppo grave, con un edema cerebrale che si è ingrandito e poi la comparsa di lesioni ischemiche diffuse.  Lo scorso 8 marzo i medici hanno dichiarato la morte cerebrale per la paziente, informando i familiari – i genitori venuti da Salerno e il fratello che invece vive in Brianza. La famiglia,  ha scelto di donare gli organi della 39enne.
Adesso sarà l'autopsia, disposta dal pubblico ministero di Monza, a chiarire cosa abbia provocato la morte di Maria Teresa. Maria Teresa Avallone era impiegata all'ospedale San Raffaele come amministrativa. Su Facebook è sintetizzata una parte della sua vita: l'infanzia e la giovinezza a Salerno, gli studi prima al liceo classico e poi all'Università Federico II di Napoli e infine il trasferimento al Nord e il lavoro in ospedale.