Patenti facili agli stranieri, smantellata la banda criminale

Blitz di questura e polizia di Roma: il cuore della truffa era a Salerno.

Una telecamera nascosta e un auricolare per suggerire le risposte giuste ai candidati che pagavano. Molti degli stranieri non parlavano nemmeno italiano. Scoperchiato anche un giro di marche da bollo false. Tra gli indagati anche un militare

Un'associazione a delinquere composta da almeno 22 persone, capace di garantire patenti facili agli stranieri che a stento parlavano italiano, è stata smantellata dall'indagine condotta dalla Procura di Roma. Scoperto anche un giro di marche da bollo false ed arrestato per peculato un dipendente della Motorizzazione civile di Roma. In manette anche un altro cittadino capitolino, con l'accusa di riciclaggio di valori bollati rubati negli archivi della Motorizzazione e rivenduti ad alcune autoscuole della capitale. Il blitz ha portato all'emissione di quindici ordinanze cautelari, notificate dagli agenti della squadra mobile. Nel mirino anche cinque cittadini campani, quattro della provincia di Salerno e uno del napoletano.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere ramificata sul territorio nazionale e finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti tra i quali il fraudolento conseguimento di titoli abilitativi alla guida, mediante l’uso di congegni elettronici, falsità ideologica in atti pubblici, truffa, riciclaggio oltre alla falsificazione e messa in circolazione di valori in bollo per consentire a cittadini stranieri (per lo più africani e asiatici) di conseguire la patente e riciclare le marche da bollo. Al lavoro gli agenti della Mobile di Roma in collaborazione con i colleghi di Salerno e Cosenza. 

Coinvolte una quindicina di autoscuole, che secondo l'accusa - attraverso un tariffario che andava dai 2mila ai 3500 euro - vendevano patenti di categoria B e per mezzi pesanti. Gli agenti hanno ricostruito il sofisticato meccanismo che prevedeva il suggerimento delle risposte "vero/falso" tramite telefoni cellulari con videocamera e auricolare wireless ben nascosti forniti ai candidati dalle stesse scuole guida. Bastava pagare e si superava l'esame. 

Le indagini, partite nel marzo 2017 da un semplice controllo amministrativo ad un'agenzia di pratiche auto di Roma che ha portato all'arresto del titolare perché scoperto con oltre mille marche da bollo di illecita provenienza, hanno ricostruito il giro d'affari illegale che andava ben oltre la capitale. A capo dell'organizzazione che gestiva la vendita delle patenti c'erano infatti alcuni salernitani.

Secondo procura e questura, il core business era di stanza in Cilento: arrestati due uomini, di 44 e 47 anni, ritenuti i promotori e i capi, oltre a due donne che ora si trovano ai domiciliari e che avrebbero ricoperto il ruolo di "suggeritore" ai candidati durante le prove d'esame. Nel mirino anche un 33enne, che si occupava di installare sugli aspiranti guidatori gli strumenti tecnici necessari, ed un 35enne di Portici, militare.

Per la procura capitolina l'organizzazione da Salerno si espandeva poi in trasferta sino a Roma ed in Calabria, portando al seguito i loro kit per gli  esami, mettendo a disposizione delle autoscuole degli altri associati tutti i dispositivi elettronici necessari per consentire ai candidati il conseguimento delle patenti con l'inganno. I sofisticati equipaggiamenti elettronici sono stati sequestrati dagli agenti della squadra mobile. Coinvolta, inoltre, anche un'autoscuola della provincia di Salerno. Otto le persone finite in carcere - fra cui anche a Fuorni - e sette ai domiciliari.