Delitto D'Onofrio:killer chiama la vittima 3 minuti dopo spara

Alla base dell'omicidio forse un debito per droga

Salerno.  

Potrebbe esserci un debito di droga alla base dell'omicidio a sangue freddo del 36enne Ciro D'onofrio, messo a segno la sera del 30 luglio del 2017, in viale Kennedy a Salerno. A portare avanti le indagini la squadra mobile di Salerno, coordinata dalla Procura e con il supporto del nucleo investigativo dei carabinieri, che hanno condotto alla notifica dell'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere per il 29enne Eugenio Siniscalchi.

Omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, commesso in concorso con un minorenne, il reato contestato all'indagato. Inoltre vi sarebbe la detenzione e il porto illegale di una pistola calibro 9 utilizzata per esplodere i tre colpi fatali che hanno causato la morte del giovane per lesioni polmonari e al cuore. Il provvedimento è stato notificato nel carcere di Fuorni, Siniscalchi si trova infatti già detenuto per traffico di sostanze stupefacenti.

Per il procuratore della Repubblica Vicario, Luca Marini, “Le indagini sono state serrate, condotte con tenacia dalle forze di polizia, dalla Squadra Mobile (sezione criminalità organizzata) di Salerno coadiuvate dalla collaborazione di attività di intercettazione eseguite dal nucleo investigativo dei carabinieri di Salerno. C'è stata una sinergia che ha consentito di risolvere il caso. La vittima conosceva almeno uno dei due aggressori, Siniscalchi”. A confermarlo ci sarebbero le tante intercettazioni telefoniche e i tabulati. L'ultima chiamata tra il presunto killer e la sua vittima appena 3 minuti prima della sua morte.