VIDEO | Incastrati i pescatori abusivi di corallo rosso

Dieci indagati nel blitz di Procura e Capitaneria di Salerno:saccheggiati i fondali della Costiera

Salerno.  

Dieci provvedimenti cautelari con l’obbligo di dimora nei confronti di altrettanti indagati, originari delle province di Napoli e Salerno. Per tutti le accuse, a vario titolo, sono di inquinamento ambientale, pesca illegale e ricettazione. Nel blitz di Procura e Capitaneria di porto di Salerno sono finiti i pescatori di frodo del corallo rosso (Corallium rubrum), specie a rischio estinzione e indispensabile per la conservazione dell’intero habitat marino del Mediterraneo.

I TESORI NEL MIRINO

Saccheggiati i litorali della Costiera Amalfitana: gioielli inestimabili come Punta Campanella, gli isolotti de Li Galli a Positano, lo Scoglio dell’Isca a Praiano fino a Conca dei Marini. “Un danno enorme per l’ambiente ma anche per il turismo”, come è stato sottolineato a più riprese nella conferenza stampa convocata in procura a Salerno.

I BIOLOGI: "DANNO INCALCOLABILE"

I magistrati si sono avvalsi anche della preziosa consulenza (a titolo gratuito) della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, il cui responso è stato agghiacciante: per riformarsi, il corallo rosso impiega 50 anni. Un lasso di tempo lunghissimo, che ben testimonia la gravità del danno arrecato dai pescatori di frodo.

L’indagine, partita nel febbraio 2018, ha smascherato quella che per la procura salernitana era una vera e propria organizzazione che – sotto le mentite spoglie di pescatori, ricercatori scientifici ed esploratori di fondali – in realtà danneggiavano i fondali marini di alcune delle aree protette più belle della Campania e del mondo.

IL "LIBRO MASTRO": IL CORALLO VALE ORO

Nel corso delle perquisizioni, sono stati sequestrati circa 100 chili di prezioso corallo rosso, per un valore di quasi un milione di euro. Non solo. Gli investigatori hanno anche rinvenuto un “libro mastro” con l’elenco della quantità di corallo pescata illegalmente e gli introiti percepiti.