Forse un primo tentativo di strangolamento, poi l'utilizzo delle forbici per cercare di togliergli la vita. Questa la tragica storia di un padre salernitano che, questa mattina, in una zona al confine con il comune di Pontecagnano, ha cercato di ammazzare il figlio di appena 7 anni.
Finestre chiuse, serrande abbassate, vestiti ancora stesi fuori al balcone e una macchina parcheggiata in cortile. Si presenta così la villa di via Giulio Pastore, a Fuorni, dove si stava per consumare la tragedia. Erano le 9.30 quando l'uomo, in preda ad un raptus, ha dato vita all'aggressione. In casa era presente anche la madre del piccolo Lorenzo, che è rimasta ferita nel tentativo di salvarlo.
Determinante è stato l'intervento dei vicini che hanno sentito le urla ed allertato le forze dell'ordine e il 118. I soccorritori, giunti sul posto, hanno trovato il piccolo in stato di incoscienza dopo aver perso molto sangue e l'uomo con ancora le forbici a portata di mano. Una corsa interminabile al pronto soccorso del Ruggi d'Aragona di Salerno per il bambino accolto in codice rosso. Nonostante la grave perdita di sangue, le ferite non sono state profonde. E' stato già trasferito al reparto di chirurgia pediatrica, dove non sembrerebbe essere in pericolo di vita. Le ferite sono state giudicate guaribili in quindici giorni.
Anche la madre è stata medicata al pronto soccorso del nosocomio salernitano per poi essere ascoltata dai carabinieri della Compagnia di Salerno. Si è trattato di un primo interrogatorio, la donna è ancora sotto choc.
L'uomo, stando a quanto riferito dai vicini che conoscono la famiglia, soffriva di depressione già da tempo. "E' da molto che non lo vediamo al bar, è una vicenda molto triste", raccontano in un locale nelle vicinanze. Questa mattina, infatti, le tre auto dei carabinieri non sono passate inosservate.
Non è chiaro cosa abbia spinto l'uomo a compiere il gesto, sul caso sono a lavoro i militari coordinanti dal maggiore Fabio Adriano Castellari. L'uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Fuorni. Sono ancora tanti i particolari da chiarire e su cui stanno cercando di far luce i militari, come la possibile aggressione con strangolamento prima dell'utilizzo delle forbici.
