Liquami nel fiume Sarno, sequestrate quattro aziende

Carabinieri del Noe in azione a Pagani, Scafati e Striano

Pagani.  

Liquami nel Sarno, chiuse quattro aziende tra Pagani, Scafati e Striano.  A scoprire quanto stava accadendo sono stati i Carabinieri del Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli che hanno dato esecuzione a quattro decreti di sequestro preventivo, due dei quali emessi dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di quattro aziende operanti nel settore della metallurgia pesante e dell'attività conservierai cui legali rappresentanti sono ritenuti responsabili dei reati di scarico abusivo di reflui industriali, abbandono di rifiuti speciali pericolosi, e in un caso di emissioni in atmosfera senza autorizzazione. 

Le aziende sequestrate sono: 

la s.r.l. I SAPORI DI CORBARA, a Pagani, operante nel settore della produzione e commercializzazione di conserve alimentari, secondo le indagini avrebbe effettuato lo scarico delle acque reflue industriali provenienti dall'attività di lavorazione in assenza di autorizzazione.

La s.r.l F.LLI CAVALLARO SOCIETA' AGRICOLA, a Scafati, operante nel settore della lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, avrebbe effettuato lo scarico nella pubblica fognatura delle acque reflue industriali provenienti dall'attività di lavorazione in assenza di autorizzazione, scaduta da 5 anni e smaltito illecitamente i rifiuti speciali provenienti dall'attività produttiva negli ultimi 3 anni; 

La GIMAL s.r.l., con sede operativa a Striano, in provincia di Napoli, operante nel settore delle lavorazioni di metallurgia pesante, avrebbe effettuato lo scarico delle acque reflue industriali in assenza delle previste autorizzazioni ed esercitato l'attività in assenza dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

La AGRICONSERVE REGA s.r.l., a Sant'Antonio Abbate, operante nel settore della produzione e commercializzazione di conserve alimentari, attualmente chiusa per pausa stagionale delle attività, secondo le indagini avrebbe effettuato lo scarico delle acque reflue industriali in assenza delle previste autorizzazioni.

In particolare, le indagini condotte dai carabinieri del Noe di Salerno e Napoli, in collaborazione con l’Arpac, hanno scoperto che l’azienda I Sapori di Corbara avrebbe sversato i reflui del processo di lavorazione e di lavaggio dei prodotti ortofrutticoli direttamente nella pubblica fognatura e nel fiume Sarno. 

Quanto all’azienda Cavallaro e Società Agricola, l'attività produttiva era eseguita con titolo autorizzativo allo scarico scaduto da 5 anni e sul piazzale dell'azienda erano presenti rilevanti quantitativi di rifiuti costituiti da scarti di lavorazione privi di copertura ed esposti agli agenti atmosferici, le cui acque di dilavamento confluivano nel corso d'acqua e indirettamente nel fiume Sarn.

La Gimal  avrebbe, invece, effettuato seza autorizzazione lo scarico abusivo delle acque reflue industriali che confluivano all'esterno dello stabilimento, e non era in possesso dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera necessaria per le operazioni di verniciatura, teflonatura e saldatura; 

Quanto alla Agriconserve Rega lo stabilimento, dotato di impianto di depurazione, secondo i carabinieri avrebbe effettuato abusivamente lo scarico delle acque reflue industriali derivanti dal dilavamento dei piazzali e dall'impianto di sanificazione dei barattoli direttamente nel Canale Corrente, e quindi nel fiume Sarno, del quale questo canale è un affluente, senza alcun trattamento e senza la prevista autorizzazione, nonché, all'esito di un ulteriore sopralluogo effettuato a settembre successivamente ad un precedente sopralluogo effettuato ad agosto, che erano stati riattivati gli scarichi abusivi precedentemente chiusi e che erano in atto ulteriori scarichi non autorizzati e che si era proceduto ad un illecito smaltimento dei fanghi di depurazione non essendo stata prodotta alcuna documentazione attestante il regolare smaltimento degli stessi. 

Il sequestro preventivo delle aziende si è reso necessario al fine di impedire il prolungarsi dei reati accertati, l'aggravamento delle conseguenze e di evitare la compromissione ulteriore dell'ambiente circostante. I sequestri operati in mattinata si inseriscono in una più ampia e articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e dai Carabinieri Forestali, avvalendosi della collaborazione tecnica di personale dell'Arpac, e tuttora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento sinergico delle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, finalizzata ad accertare le cause dell'inquinamento del fiume Sarno, avente ad oggetto le aziende ubicate nel territorio compreso nel bacino idrografico di detto corso d'acqua e ricadente nei circondari delle suddette Procure, al fine di individuare gli scarichi abusivi di reflui industriali recapitati direttamente o indirettamente nel fiume Sarno ed interrompere le attività illegali che influiscono negativamente sullo stato di salute del corso d'acqua.