Ad oltre un anno dalla morte il ricordo di Maria Dorotea Di Sia resta nei cuori di tutti. Domani ci sarà l'udienza preliminare per Pantaleo D'Addato, il conducente dell'auto nella quale morì Maria Dorotea a Bisceglie. Alla vigilia della decisione del giudice sul rinvio a giudizio e in merito alla possibilità di un patteggiamento i genitori della 25enne hanno presentato una lettera, in cui accoratamente chiedono al giudice una pena esemplare per l'accusato "che non ha mai mostrato pentimento per quanto fatto". D'Addato venne sottoposto ad alcuni test dai quali sarebbe emerso che guidava l'auto sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Maria Dorotea De Sia, aveva 26 anni quando morì il 13 maggio del 2014 scorso sul lungomare di Bisceglie, in Puglia, paese d’origine il suo fidanzato. L’auto con 4 persone a bordo, andò fuori controllo impattando violentemente prima contro un’altra vettura parcheggiata e poi schiantandosi contro le colonnine d’ingresso di una villa. A distanza di tre mesi dalla perdita della figlia il Comune di Bisceglie gli fece pervenire la fattura che gli addebita 650 euro per le spese di rimozione e trasporto della salma nell’obitorio dell’ospedale cittadino. Un caso che destò clamore e rabbia. Il sindaco Francesco Spina, come si ricorderà, annullò prontamente i provvedimenti.
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