Condannato in primo grado per stupro, in Appello sentenza ribaltata

I fatti risalgono al 2021 e vedono coinvolti una 25enne e un 40enne, difeso dall'avvocato Iorio

condannato in primo grado per stupro in appello sentenza ribaltata
Battipaglia.  

La Corte d'Appello di Salerno, presieduta dal giudice Perrotta, ha ribaltato la sentenza di condanna emessa in primo grado dal Tribunale di Salerno nei confronti di N.A., quarantenne difeso dall'avvocato avellinese Rolando Iorio. L'imputato, condannato in primo grado a sette anni di reclusione per duplice violenza sessuale e sequestro di persona, è stato assolto con la formula piena "per non aver commesso il fatto".

I fatti contestati e la condanna in primo grado

Le accuse riguardano episodi risalenti al dicembre 2021. Secondo la ricostruzione accusatoria, N.A. avrebbe condotto con un pretesto una giovane donna rumena di 25 anni, residente a Battipaglia, in un appartamento nel centro di Salerno, dove sarebbe avvenuta una prima violenza sessuale. La vittima, per timore, non avrebbe sporto denuncia. Circa quindici giorni dopo, nello stesso appartamento, la giovane sarebbe stata segregata per un'intera notte e nuovamente aggredita.

Al termine del primo grado, il Tribunale Collegiale aveva riconosciuto N.A. colpevole di duplice violenza sessuale e sequestro di persona, infliggendo una pena di sette anni di carcere, inferiore rispetto ai dieci anni richiesti dal pm. L'imputato era stato rinchiuso nel carcere di Vallo della Lucania.

Il ribaltamento in appello: la vittima contraddice se stessa

Nel giudizio di secondo grado, la difesa ha ottenuto la rinnovazione del dibattimento con il nuovo esame della persona offesa. Risentita in aula, la donna ha modificato ripetutamente la propria versione dei fatti, incorrendo in numerose contraddizioni sotto l'esame incalzante dell'avvocato Iorio.

La difesa ha imperniato la propria arringa sulla non credibilità della persona offesa e sull'inattendibilità del suo racconto. Dopo una lunga camera di consiglio, i giudici della Corte d'Appello si sono convinti dell'innocenza dell'imputato, pronunciando la sentenza di piena assoluzione.

N.A. passa così da una condanna a sette anni di reclusione per reati tra i più gravi previsti dall'ordinamento penale a una pronuncia liberatoria con formula piena.