VIDEO. Omicidio Luca Esposito, ecco il casolare dove si nascondeva il 26enne

Il giornalista frequentava il presunto assassino da circa un mese, al vaglio il movente fornito

Eboli.  

È stato tradito da un'impronta digitale trovata sull'auto di Luca Esposito, Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino che, venerdì sera, è stato fermato per l'omicidio del giornalista salernitano. Un indizio che, sin dalle primissime ore, ha orientato le indagini di carabinieri e Procura e che, anche grazie alla geolocalizzazione del cellulare della vittima, ha portato alla svolta. Lo straniero è stato rintracciato in un casolare abbandonato, in località Cioffi di Eboli, a pochi chilometri dal luogo in cui domenica scorsa era stato rinvenuto il cadavere. Una struttura che versava in pessime condizioni strutturali ed igieniche e che, con ogni probabilità, veniva utilizzata come punto d'appoggio da persone senza fissa dimora.

Gli investigatori hanno appurato che Esposito frequentasse il suo presunto da quasi un mese. Anche sabato scorso il giornalista ed il 26enne si erano prima sentiti e poi incontrati. In quell'occasione ci sarebbe stata una forte lite per varie ragioni: lo straniero avrebbe colpito ripetutamente Esposito, provocandogli fratture in più parti del corpo. Poi, quando il giornalista era ancora vivo, sarebbe stato dato alle fiamme con l'ausilio di una coperta, di materiale plastico e di sterpaglie. Il presunto assassino è stato trovato in possesso del cellulare di Esposito, della sua carta di credito e di un anello in oro. Alla vista dei carabinieri avrebbe tentato la fuga. Ma poi si è arreso e una volta condotto in caserma ha confessato. Il movente dell'omicidio, che sarebbe legato a motivi personali, resta riservato in quanto bisognerà verificare la versione resa. Il giovane era irregolare sul territorio e destinatario di un obbligo di rimpatrio che avrebbe dovuto essere eseguito.

 Secondo quanto si apprende, era censito nella banca dati delle forze di polizia anche con un 'alias'. Fu sottoposto a rilievo segnaletico il 13 agosto 2023 presso il centro di permanenza temporanea di Lampedusa e poi, il 16 ottobre successivo dalla Questura di Savona. Il 13 dicembre 2024 la Questura di Salerno gli ha negato il permesso di soggiorno. Con un altro alias risulta a suo carico una denuncia per occupazione abusiva di una casa ad Altavilla Silentina, nel Salernitano, ed è stato fotosegnalato dai carabinieri di Eboli.