Costiera Amalfitana devastata dagli incendi: "Danni pesantissimi al territorio"

Sammartino (SIgea): eliminato uno dei presìdi naturali contro l'erosione

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Maiori.  

“L’ennesima ferita inferta dal fuoco al territorio della Costiera Amalfitana ha colpito negli ultimi giorni i Comuni di Maiori e Tramonti. Avvertiamo il dovere di lanciare un allarme chiaro: gli incendi che hanno interessato i versanti tra la fascia costiera di Maiori e il polmone verde del Valico di Chiunzi a Tramonti non costituiscono unicamente una tragedia ambientale, ma pongono le premesse per una possibile, futura, gravissima emergenza idrogeologica. Gli incendi non rappresentano soltanto un problema ambientale. Essi costituiscono un grave fattore di rischio geologico e idrogeologico. La distruzione della copertura vegetale altera profondamente l’equilibrio dei versanti, riduce la capacità del terreno di assorbire le precipitazioni, favorisce il ruscellamento superficiale e accelera i processi erosivi. Con l’arrivo delle prime piogge autunnali aumenta sensibilmente la probabilità di frane superficiali, colate detritiche, caduta di massi e fenomeni alluvionali, con conseguenze potenzialmente drammatiche per le comunità locali”.

A dirlo Gaetano Sammartino, presidente Sezione Campania della Società Italiana di Geologia Ambientale.

"La distruzione della copertura vegetale e della macchia mediterranea lungo le scarpate scoscese dei Monti Lattari elimina il primo presidio naturale contro l'erosione. Le alte temperature raggiunte dalle fiamme alterano la struttura chimico-fisica dei suoli, rendendoli idrofobi e incapaci di assorbire l'acqua. Con le precipitazioni intense dell'ormai prossimo periodo autunnale, i pendii di Maiori e Tramonti percorsi dal fuoco diventeranno aree ad altissimo rischio di colate rapide di fango e detriti, mettendo a repentaglio le arterie viarie fondamentali per il collegamento con la dorsale dell'Agro Nocerino-Sarnese e l'incolumità dei centri abitati a valle”. Lo ha affermato il geologo Gaetano Samartino, Presidente sezione Campania della Società Italiana di Geologia Ambientale. Di fronte a questo scenario, SIGEA Campania indica tre priorità non rinviabili: “Mappatura immediata con catasto incendi: Perimetrare con precisione tramite rilievi tecnici le aree bruciate nei territori comunali di Maiori e Tramonti, applicando con severità i vincoli normativi legati ai cambi di destinazione d'uso.Messa in sicurezza idrogeologica urgente: Pianificare prima dell'arrivo delle piogge interventi di ingegneria naturalistica e palificate di trattenuta sui versanti a maggior acclività. Monitoraggio attivo dei valloni: Ripulire e monitorare gli alvei dei corsi d'acqua e i canali di scolo per evitare che l'accumulo di cenere, legname masterizzato e detriti ostruisca il normale deflusso delle acque meteo. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. La tutela della Costiera passa necessariamente per la conoscenza del territorio, la prevenzione strutturale e l'integrazione delle competenze geologiche nella pianificazione ambientale”, conclude Sammartino.