Oltre cento detenuti restano senza permessi per Natale e Capodanno: sotto accusa il Tribunale della Sorveglianza di Salerno, che ha accolto solo cinque richieste di persone in esecuzione pena. Nel mirino i criteri di «rigidità estrema» attuati dai magistrati nonostante il consenso favorevole (per gran parte dei richiedenti) del Procuratore Generale della Corte d’Appello. Per loro niente festività con mogli, figli o genitori.
E’ quanto emerso durante la conferenza stampa della Camera Penale salernitana, retta da Michele Sarno, nel tradizionale bilancio di fine anno. "Partiamo dal presupposto che il Tribunale della Sorveglianza è un organo per la risocializzazione e non punitivo- afferma il presidente Sarno- ma a Salerno determinati criteri non vengono rispettati, forse per troppa rigidità nel regolamento".
Redazione Sa
