Dopo sette anni, e una sentenza di primo grado che aveva riqualificato il reato in tentata violenza privata, la Corte d’appello ha pronunciato l'assoluzione con formula piena, stabilendo che “il fatto non costituisce reato”. Termina l’incubo per un 33enne di origini russe, che nel giugno del 2009 fu scambiato per un ladro di bambini rischiando il linciaggio. Secondo quando scrive il sito de La Città, i fatti si riferiscono al 2009 quando il giovane russo notò un piccolo che camminava da solo senza accorgersi che ha poca distanza vi erano anche i genitori. L'azione di volerlo mettere in sicurezza fu considerato come un tentativo di violenza. Il piccolo camminava su un muretto condominiale con il giovane russo che si era preoccupato della sua incolumità. E la frase "vieni con me" innescò una vera e propria psicosi. Fu chiamata la Polizia che lo arrestò e lo trattenne in cella per tre giorni. Poi altri dieci giorni di domicialiri e un inter giudiziario conclusosi ieri.
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