Lino Renzi, il quarantottenne di Torrione che il 23 luglio del 2013 fece a pezzi la madre Maria Pia Guariglia e ne mangiò i resti, resterà per 30 anni nella Rems, la residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza di San Nicola Baronia, in provincia di Avellino. A deciderlo il gip del tribunale di Salerno Elisabetta Boccassini. L'uomo, reo confesso a 5 mesi dal delitto, è stato dichiarato incapace di intendere e di volere, ma pericoloso. Ad occuparsi della sua gestione dei beni sarà un nuovo curatore speciale, l'avvocato Rosa Egidio Masullo, ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno.
Tremenda la scena che si trovò davanti la polizia giungendo sul luogo del matricidio. Renzi, dopo aver ucciso la donna colpendola a bastonate in testa e lasciandola agonizzante in bagno, aveva infierito sul suo cadavere. “Volevo distruggerla e poi ricostruirla”, dichiarò per giustificare il tentativo di ricucire il piede della madre che aveva conservato nel congelatore. L'uomo all'arrivo della polizia era nudo sul letto, mentre il cadavere della madre si trovava in bagno, colpito brutalmente e privato delle viscere che cuocevano in cucina a fuoco lento su una griglia.
Redazione Salerno
