Si stringe il cerchio degli inquirenti intorno ai medici dell’ospedale Ruggi che avrebbero fatto sparire il reperto dell’operazione subita da Palmina Casanova, la 56enne commerciante di Atrani, morta in seguito a un banale intervento di laparoscopia per l’asportazione di cisti ovariche.
La lista dei camici bianchi si riduce da 13 a 7 mentre sarebbero almeno 4 i medici finiti nel mirino della Procura di Salerno per la scomparsa di quel tratto di intestino che avrebbe potuto chiarire subito le cause della morte. Esclusi al momento i medici del presidio Costa d’Amalfi di Ravello dove la donna era stata portata quando le sue condizioni erano peggiorate in seguito alle dimissioni dal Ruggi.
I carabinieri del Nas, agli ordini del capitano Gianfranco De Sario, hanno ricostruito tutti i passaggi che hanno portato quel tratto intestinale dalla sala operatoria al reparto di Rianimazione, dove doveva essere conservato. Il reperto invece è sparito. Qualcuno si è preoccupato di occultare quella prova o se ne è sbarazzato troppo in fretta.
Il pm ha anche fatto acquisire l’atto con il quale il commissario dell’azienda ospedaliera, Nicola Cantone, ha motivato la decisione di revocare dall’incarico il primario del Reparto di Rianimazione. Accertato che il reperto è stato già incenerito, i carabinieri hanno cercato di ripercorrere le tappe del calvario di Palmina tra il primo intervento in laparoscopia e la sua improvvisa morte , attraverso l’analisi delle cartelle cliniche. Ora si attendono gli esiti degli esami effettuati dal pool di medici nominati dalla Procura.
