Operazione "Game Over": così estorcevano agli imprenditori

Individuati dai Carabinieri i piani criminosi del clan: minacce e atti intimidatori

Salerno.  

Nuovi dettagli sull'operazione “Game Over”, portata avanti a Pontecagnano Faiano, Montecorvino Pugliano, Eboli e Campagna, dai Carabinieri della Compagnia di Battipaglia insieme ai militari della Compagnia di Eboli, supportati da due unità del Nucleo Cinofili di Sarno e da un equipaggio del 7° Elinucleo di Pontecagnano, che si sono inoltre avvalsi dell’aiuto dei reparti territoriali per eseguire un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal GIP presso il Tribunale di Salerno a seguito della richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica di Salerno, nei confronti di 5 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo, dei reati di lesioni personali aggravate, danneggiamento a seguito di incendio, rapina, estorsione e detenzione illegale di armi comuni da sparo, tutto aggravato dal metodo mafioso. Si tratta di Sergio Bisogni (47enne di Montecorvino Pugliano,) e Francesco Mogavero (37enne di Pontecagnano Faiano), mandanti e organizzatori della strategia criminale; Maurizio De Marino (27enne di Pontecagnano Faiano), Sergio Rainone (40enne di Mercato San Severino, domiciliato ad Eboli) e Francesco Sessa (28enne di Campagna), materiali esecutori.

Le indagini sono partite negli ultimi mesi del 2014, a seguito ad estorsioni perpetrate ai danni di cinque imprenditori della Piana del Sele, tra il marzo 2014 e il giugno 2016.Le investigazioni, dirette dalla DDA di Salerno e condotte dal NOR della Compagnia di Battipaglia, NOR della Compagnia di Eboli hanno consentito di raccogliere significativi elementi nei confronti di soggetti affiliati al clan “Pecoraro-Renna” che opera nella Piana del Sele. Gli arrestati sono stati protagonisti di diverse e gravi richieste estorsive, avanzate nei confronti di imprenditori di Eboli, Pontecagnano, Salerno e Campagna, che operano in diversi settori.

Le indagini hanno consentito di individuare i dettagli e i metodi violenti con cui gli indagati cercavano di costringere le vittime a fare ciò che veniva loro richiesto. A.M., imprenditore edile di Salerno, ad esempio, impegnato in alcune opere di costruzione e ristrutturazione privata nel comune di Pontecagnano (per un valore di circa 400.000 euro), ha ricevuto la richiesta a “mettersi a disposizione” insieme alla minaccia di versare significative somme di danaro per “poter lavorare tranquillamente”, dapprima subendo l'incendio di un autocarro parcheggiato in un suo cantiere (il 26 gennaio 2015), in seguito i criminali per intimorirlo hanno appiccato il fuoco nel giardino della sua abitazione (il 24 marzo 2015), distruggendogli l'auto.

Gli indagati avevano anche messo gli occhi sul controllo del settore del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli di alcune aziende della Piana del Sele, per ottenerla hanno aggredito G.P., responsabile della logista di un’azienda agricola di Pontecagnano Faiano, il 2 aprile 2015, mentre l'uomo stava prelevando una somma di danaro presso uno bancomat della zona. Un chiaro messaggio estorsivo al titolare della stessa ditta, con l'intento di destinare il trasporto su gomma degli ortaggi ad altra società, vicina agli interessi del clan.

Vittima di questi metodi estorsivi anche un imprenditore ebolitano R.B., titolare di un’azienda operante nel commercio su larga scala di prodotti agricoli della Piana del Sele. La vittima è stata “avvicinata” lungo l’SP30, mentre si trovava a bordo della sua auto il 20 marzo 2015 e affiancato da un’autovettura con a bordo due persone, una delle quali gli ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco sulla carrozzeria dell’auto, fortunatamente senza colpirlo. Ha subito minacce nell'aprile scorso anche R.B., titolare di una ditta di Pontecagnano Faiano che opera nel settore del noleggio di videogiochi e slot-machine, al quale è stato imposto di “mettersi a posto con gli amici di Pontecagnano” per evitare di “fare la fine degli altri”. Al no dell'imprenditore alla richiesta estorsiva, gli indagati gli hanno fatto recapitare una testa di maiale.

Tantissime poi le minacce subite dagli imprenditori e dai propri familiari che terminavano solo se le vittime accettavano le richieste del gruppo criminale, proprio a dimostrazione di un metodo delinquenziale di tipo mafioso. Gli arrestati sono stati portati nel carcere di Salerno-Fuorni, a disposizione dell’autorità giudiziaria.  

Redazione Salerno