Omicidio delle Fornelle, c'è una nuova versione di Gentile

Il 22enne in lacrime: “Sono un bravo ragazzo”. Scontro fra la pm Guarino e l’avvocato Gassani

Salerno.  

Cambia la scena del delitto nell’incidente probatorio di venti minuti di ieri mattina nella casa del carrozziere delle Fornelle ucciso lo scorso 20 febbraio. Non senza un confronto diretto, duro, fra uno dei legali di Luca Gentile, l’avvocato Gassani, e il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Elena Guarino. Perché un particolare sarebbe uscito d’improvviso fuori nel sopralluogo di ieri nella casa a piano terra delle Fornelle di Eugenio De Marco. Il 22enne sarebbe riuscito a divincolarsi dalla stretta del suocero e a distendersi sul tavolo per afferrare il coltello per usare in sua difesa. Un particolare che non sarebbe mai emerso in cinque mesi di indagini e che avvallerebbe la tesi della difesa che Luca Gentile avrebbe ucciso per difendersi. Alla fine il 22enne è scoppiato in un pianto, dichiarando la sua innocenza: “Sono un bravo ragazzo, non ho fatto niente”, ripeteva a cantilena in slang dei vicoli. Nel frattempo, non ci sarebbero state altre sbavature nella ricostruzione della colluttazione, fatta anche grazie a delle comparse, in quello che ha sempre dichiarato Gentile in questi mesi. Una ricostruzione fatta tre volte in venti minuti. Particolari che il medico legale di parte ha annotato con cura, lasciando per ultimo la scena del delitto, proprio mentre il collegio difensivo del ragazzo prepara una nuova istanza al Tribunale della Libertà contro la scarcerazione del gip Indinnimeo. 

 

Redazione