Ravello Lab 2026, focus su memoria e contemporaneità nella 21esima edizione

Tre giorni di lavori, oltre 100 partecipanti in quattro tavoli di lavoro, diversi gli spunti emersi

ravello lab 2026 focus su memoria e contemporaneita nella 21esima edizione
Ravello.  

Si è conclusa la ventunesima edizione di Ravello Lab – Colloqui Internazionali, il forum europeo su Cultura e Sviluppo promosso dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, da Federculture e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, che ha avuto luogo a Villa Rufolo di Ravello dal 22 al 24 ottobre.

Il tema centrale “Memoria e contemporaneità. Attraversare l’arte” si è articolato nelle tre intense giornate di analisi, confronto e progettualità condivisa. Ravello Lab si conferma un laboratorio dinamico di idee e politiche per la cultura in un dialogo visivo tra arte contemporanea e antichità capace di mettere insieme istituzioni, accademia, professionisti del settore, operatori e amministratori pubblici.

Quattro le aree chiave, i partecipanti hanno lavorato confrontandosi sulle differenti tematiche individuate, misurandosi sulle strategie e le possibilità di rigenerazione e conservazione della cultura, dell’arte, della memoria e della contemporaneità. Particolare attenzione all’accessibilità e all’utenza giovanile, per una fruizione consapevole, come alle fasce del disagio per applicare i principi costituzionali dell’uguaglianza, della solidarietà e della parità sociale. Le riflessioni emerse dai quattro tavoli saranno elaborate e raccolte in Raccomandazioni che verranno presentate alle Istituzioni nazionali e sovranazionali, agli stakeholder pubblici e privati e agli enti territoriali

Fabio Pollice, Ordinario Geografia Economico-Politica Università del Salento e chairman del panel “La creatività territoriale. Il ruolo del PNRR e delle governance locali”.

Ci siamo interrogati su un tema fondamentale, come promuovere la creatività dei territori e rafforzare il legame virtuoso tra cultura e produzione creativa. Il patrimonio culturale materiale e immateriale che oggi caratterizza il nostro Paese è il risultato di una capacità creativa sviluppatasi nel corso dei secoli. La sfida è individuare politiche capaci di alimentare questa stessa capacità, affinché i territori non siano soltanto custodi del patrimonio ereditato, ma diventino veri e propri laboratori di creatività, in grado di generare nuove espressioni culturali. Dal confronto sono emerse tre direttrici fondamentali: educare alla creatività attraverso la formazione, promuovere pratiche creative che orientino i comportamenti individuali e collettivi e, infine, abitare la creatività, costruendo contesti territoriali capaci di stimolarla e sostenerla. È attraverso queste azioni che possiamo alimentare un circuito virtuoso tra cultura e creatività, contribuendo ad arricchire il patrimonio culturale e a costruire nuove prospettive di sviluppo per le comunità.

Pierpaolo Forte, Ordinario Diritto Amministrativo Università del Sannio e chairman del panel “Lo sguardo avanti: promozione del contemporaneo tra autori, mercato, istituzioni”.

Abbiamo posto al centro della riflessione una sfida fondamentale: come sostenere e promuovere la creazione artistica contemporanea in un Paese caratterizzato da un patrimonio culturale straordinario. La nostra eredità culturale non appartiene soltanto al passato, ma continua ad agire nel presente, esprimendo una dimensione di contemporaneità che attraversa ogni elemento del patrimonio. La questione è comprendere come favorire la nascita di nuove forme di espressione culturale, capaci di interpretare le complessità e le trasformazioni del nostro tempo, caratterizzato da linguaggi in continua evoluzione e da tecnologie sempre più pervasive. Questo scenario richiede strumenti innovativi e politiche capaci di accompagnare la creatività, sostenendo la produzione di nuovi linguaggi e contribuendo all'evoluzione del patrimonio culturale. Il confronto, arricchito dalla partecipazione di personalità provenienti da discipline ed esperienze differenti, ha offerto contributi di grande spessore, dai quali potranno scaturire raccomandazioni significative per il futuro delle politiche culturali. Ravello Lab si conferma così un luogo privilegiato di elaborazione e proposta, capace di contribuire all'attuazione del compito costituzionale di promozione della cultura affidato alla Repubblica.

Marcello Minuti, Coordinatore generale Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e chairman del panel “Partecipazione, accessibilità, fruizione universale: competenze e partiche”.

È emersa con forza una consapevolezza condivisa: oggi non basta garantire l’accesso alla cultura, occorre lavorare perché la partecipazione sia realmente possibile. Se l’accesso è una condizione, l’accessibilità è un processo continuo, che richiede di andare oltre la rimozione delle barriere fisiche e cognitive per riconoscere e raggiungere chi resta escluso dalla vita culturale. Occorre interrogarsi sulle periferie fisiche, sociali e cognitive, del consumo culturale e raggiungere chi ancora non riconosce nei luoghi della cultura uno spazio a cui appartenere. Serve una visione lunga delle politiche culturali, capace di anticipare le nuove forme di inaccessibilità legate all’invecchiamento della popolazione, ai nuovi cittadini e al cambiamento climatico.

In questo scenario, musei e istituzioni culturali sono chiamati a rafforzare il proprio ruolo pubblico e il dialogo con la società, anche attraverso strumenti innovativi. Proponiamo di affiancare ai consigli di amministrazione e scientifici dei musei i Consigli di partecipazione, per costruire nuove alleanze con il territorio. Vogliamo inoltre promuovere una terza missione dei musei, sul modello delle università, che riconosca nel rapporto con le comunità una dimensione fondamentale della loro azione.

Alberto Bonisoli, Direttore Centro Studi Federculture e chairman del panel “Comunicare e informare: i doveri sella cultura”.

Abbiamo affrontato una questione centrale per il futuro delle politiche culturali: come rendere la comunicazione uno strumento capace di ampliare l'accesso alla cultura e favorire una partecipazione sempre più diffusa. Siamo consapevoli che una parte significativa della popolazione italiana ancora oggi non conosce pienamente le opportunità offerte dal sistema culturale o non partecipa alle sue attività. Le istituzioni culturali hanno maturato nel tempo una notevole esperienza nell'utilizzo di strumenti e linguaggi di comunicazione differenti, ma esistono ancora fasce di pubblico con le quali non riusciamo a stabilire un dialogo efficace. Il nostro confronto si è concentrato proprio sulla necessità di comprendere le ragioni di questa distanza e individuare nuove strategie, strumenti e servizi capaci di raggiungere anche i cittadini che oggi rimangono ai margini dell'offerta culturale. Comunicare, infatti, non significa soltanto promuovere iniziative e attività, ma creare le condizioni affinché un numero sempre maggiore di persone possa conoscere le opportunità disponibili e scegliere di partecipare attivamente alla vita culturale. È questa una responsabilità fondamentale delle istituzioni, chiamate a rendere la cultura sempre più accessibile, inclusiva e vicina alle comunità.

La sessione conclusiva si è aperta con la lectio magistralis di Mons. Fabio Fabene, Arcivescovo, Segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, Presidente della Fondazione “Res Novae”, che ha proposto una riflessione sulla bellezza: “L’arte inevitabilmente riporta alla bellezza. È un rapporto ciclico, complementare. In un tempo sempre più caratterizzato dall’intelligenza artificiale e dalla presenza delle macchine, abbiamo bisogno della bellezza per rendere più umana e luminosa la nostra esistenza. La tecnologia può offrirci strumenti straordinari, ma è nella capacità creativa dell’essere umano che risiede il valore autentico dell’arte. Le macchine restituiscono ciò che già possiedono, mentre l’artista crea, dando vita a nuove espressioni di bellezza attraverso il proprio talento e lasciandosi guidare dall’ispirazione. L’arte assume un ruolo fondamentale nella contemporaneità: custodire e alimentare quella dimensione umana e spirituale che nessuna innovazione tecnologica può sostituire, offrendo alla società nuovi orizzonti di significato e di speranza”.

Andrea Cancellato, Presidente Federculture

Ravello Lab ci consegna un patrimonio particolarmente ricco di riflessioni, proposte e raccomandazioni, frutto del confronto tra competenze ed esperienze differenti. Il compito che ci attende è valutare come trasformare queste indicazioni in azioni concrete e indirizzi di politica culturale. Dobbiamo arricchire l'azione culturale di idee, progettualità e contenuti per riconoscerne pienamente il valore sociale, civile ed economico. La cultura deve essere soprattutto uno strumento di crescita e coesione per le comunità, i territori e i cittadini. Ciò che sta attraversando il nostro Paese con una rapidità così veloce, prima di tutto le proteste dei giovani, si scaricherà inevitabilmente sul mondo della Cultura. Non possiamo pensare che musei e strutture saranno impermeabili a quello che sta succedendo, dobbiamo pensare subito a come fare e cosa fare. I giovani devono godere della bellezza, dell’arte e della cultura: non possiamo ignorare le difficoltà economiche e sociali che rischiano di allontanare una parte crescente dei cittadini dalla partecipazione culturale. Occorre ripensare le modalità di accesso, anche attraverso politiche tariffarie differenziate, e rendere musei, luoghi della cultura e spettacoli realmente fruibili da tutti. Allo stesso tempo, dobbiamo interrogarci sulla qualità della spesa pubblica destinata alla cultura, non per chiedere maggiori risorse, ma per utilizzarle in maniera più efficace, orientandole verso obiettivi capaci di produrre benefici concreti.

Alfonso Andria, Presidente Centro Universitario Europeo Beni Culturali e Comitato Ravello Lab.

Ravello Lab conferma la propria vocazione al confronto di idee ed esperienze finalizzato alla costruzione di proposte che concorrano allo sviluppo delle politiche culturali. I quattro panel hanno evidenziato la necessità di investire nella formazione, adeguare le competenze e rafforzare il protagonismo delle comunità per la crescita dei territori. La nostra ambizione è preservare e rafforzare la “capacità generativa della cultura” come risorsa viva e perciò capace di tutelare e valorizzare il patrimonio.

Il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, ha espresso il suo convinto apprezzamento al lavoro di Ravello Lab che incide nell’elaborazione delle politiche culturali alle quali il Parlamento guarda con particolare attenzione.

I lavori dei laboratori di Ravello Lab 2026 saranno condensati nelle Raccomandazioni alle Istituzioni nazionali e sovranazionali e agli stakeholder pubblici e priv