Dopo secoli trovato l'accordo sul confine conteso nell'agro

L'incredibile vicenda che riguarda il perimetro dei comuni di Sant'Egidio Monte Albino e Pagani

dopo secoli trovato l accordo sul confine conteso nell agro
Salerno.  

Si è arrivati a fine 2019 per dirimere una controversa che si trascinava da secoli: quella della definizione dei confini tra i Comuni di Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani. Una questione "incredibile", come l'ha definita lo stesso presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, che ha messo la parola fine alla querelle.

L’origine della controversia tra i due comuni, in merito alla cosiddetta "zona contesa" ha inizio con la costituzione dei comuni stessi a seguito delle leggi napoleoniche. Pur avendo infatti, una propria specifica e autonoma identità amministrativa e territoriale, documentata sin da epoca medievale con i nomi di Università di Sant'Egidio e Università di Pagani, i Comuni fino al 1806 fecero parte di un unicum politico-amministrativo, denominato Città di Nocera, di cui facevano parte tutti i Casali allora compresi negli attuali territori dei Comuni di Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Pagani, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara.

A seguito della legge 18 ottobre 1806 n. 211, che aboliva gli Antichi Regimenti Municipali, cui fecero seguito la legge 8 dicembre 1806 n. 272, che determinava i distretti del Regno, e la legge 20 maggio 1808 n. 146, con cui si riformava il sistema di elezione dei corpi rappresentativi e degli amministratori dei Comuni - il governo del Re di Napoli, Giuseppe Bonaparte, soppresse l'entità amministrativa, nota come Città di Nocera, abolì le antiche Università e, sulla falsariga di quello che era già avvenuto in Francia, fece nascere gli attuali Comuni. Successivamente, con il Decreto 4 aprile 1809, il Governo regio istituì il Catasto provvisorio, detto anche Catasto Murattiano.

"È l’istituzione dei documenti del Catasto Murattiano l’origine della controversia fra i due comuni. Ma grazie alla minuziosa istruttoria dell’architetto Nicola Vitolo, del settore Pianificazione strategica e Sistemi culturali, diretto da Ciro Castaldo, e al lavoro del dirigente proponente, Alfonso Ferraioli, è stata prodotta una copiosa documentazione che ha permesso al Consiglio provinciale di pronunciarsi e concludere finalmente la questione", ha fatto sapere il presidente della Provincia Michele Strianese.