Liberazione nel Salernitano, sindaci in strada per la libertà

Da Bellizzi a Sarno, l'omaggio ai caduti

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Corone di alloro ai caduti, bandiere ai balconi, finestre spalancate e cittadini uniti sulle note di "Bella Ciao". E' questa l'immagine della Festa della Liberazione ai tempi del Covid-19 nel Salernitano. Questa mattina, il primo cittadino di Salerno Vincenzo Napoli è sceso in strada per ricordare l'importanza della Resistenza. 

Una celebrazione che ha unito i sindaci del territorio salernitano. C'è chi ha raggiunto il simbolo della resistenza, restando in silenzio anche in mone di quanti in queste settiane sono caduti a causa del coronavirus. C'è chi, poi, ha sfilato per strada, accolto dal calore della cittadinanza che cantava "Bella Ciao", canzone oramai simbolo dei partigiani italiani. 

"La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare", diceva Pietro Calamandrei.Mai come oggi, queste parole sono sacre e condivisibili. La libertà è il nostro respiro, la nostra forza, il nostro diritto più alto ed insindacabile. Continuiamo a lottare per preservarla, come hanno fatto le donne e gli uomini che, anche a costo della propria vita, hanno scritto una fra le pagine più belle della nostra storia. Continuiamo a cercarla, difenderla, tutelarla, e presto sarà un nuovo 25 Aprile. Per tutti". Queste le parole del sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara. Parole che sono state condivide da molti sindaci ne giorno del 75° anniversario della Liberazione d’Italia. 

"Ai nostri nonni, uomini e donne, che diedero la vita per dare a noi libertà e democrazia". Ha dichiarato Gianfranco Valiante, sindaco di Baronissi. 

Nessun corteo del 25 aprile, ma un momento istituzionale in Piazza IV Novembre. Il sindaco Giuseppe Canfora, insieme al presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Esposito e ai rappresentanti dell'Anpi, ha deposto una corona di fiori sotto la lapide che ricorda Giovanni Amendola, perseguitato e morto in seguito alle violenze subìte dalla dittatura fascista. Il primo cittadino di Sarno ha ricordato il 25 aprile con le parole della senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell'Olocausto e attiva testimone della Shoah: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.