Paestum, Francia accusa: "Il progetto per il Lungomare è un fallimento totale"

"Tolti i mesi estivi per il resto dell'anno la zona è deserta e non c'è un'attività aperta

paestum francia accusa il progetto per il lungomare e un fallimento totale
Capaccio.  

Rosario Francia, commissario Udc Capaccio Paestum, Cilento e Vallo di Diano, ritorna sulla questione litorale di Capaccio Paestum, del mega progetto di ripascimento che interessa tutto il litorale da Salerno ad Agropoli e della recente presentazione del preliminare di Masterplan della costa. 

"Il litorale di Capaccio Paestum e il suo “Lungolidi” è finora un fallimento totale. La striscia mattonellata che ci si ostina a definire “lungomare” è “costretta” tra i lidi e la pineta e da ciò ne scaturisce l’assenza della vista del mare, un particolare non da poco - la riflessione dell'esponente dello scudocrociato -. Di fatto, tranne che nei pochi punti aperti, il panorama per chi passeggia è costituito da recinzioni dei lidi, cabine, muri, muretti, aree per il deposito dei rifiuti, serbatoi e ripostigli. Tolti i 2 mesi estivi (a servizio dei lidi) per gli altri 10 mesi l’anno il lungomare di Laura è deserto. È buio e solitudine e, soprattutto, insicurezza visti i continui furti di automobili ed episodi di scippi ai danni di cittadini. L’amministrazione comunale deve urgentemente investire nella sicurezza h24 per 12 mesi l’anno e obbligare, con un serio contratto di concessione, tutti gli stabilimenti balneari a mantenere aperte le strutture anche nei mesi non estivi. È davvero desolante passeggiare e non trovare un bar aperto neppure per prendere un caffè o un gelato".  

 

Non solo. "La soluzione più seria e logica che l’amministrazione Alfieri doveva perseguire fin dal primo momento e dalla prima ipotesi progettuale era quella dell’arretramento delle attuali strutture balneari. Questo avrebbe consentito di avere un vero Lungomare, con la vista sgombra da ostacoli e avrebbe anche favorito il recupero di molti metri di spiaggia risolvendo anche i problemi (se esistono) di erosione costiera ed evitando di ricorrere alle barriere artificiali, ai massi che distruggeranno le nostre spiagge e il nostro turismo", la riflessione di Francia.