Comune commissariato, il Tar accoglie il ricorso del municipio

L'ira delle opposizioni: "Il giudice avrà lavorato di notte per la sospensiva salva-maggioranza"

comune commissariato il tar accoglie il ricorso del municipio
Salerno.  

Nuova puntata del braccio di ferro per la nomina del commissario ad acta relativamente all'adozione del regolamento municipale per gli istituti di partecipazione popolare. Il Tar Campania, alla vigilia di ferragosto, ha accolto il ricorso presentato dall'avvocatura di palazzo di Città.

"Il provvedimento dell'organo giurisdizionale amministrativo ha ancora una volta confermato la sospensione anche del nuovo atto di nomina commissariale - si legge in una nota dell'amministrazione salernitana -, reiterando gli effetti sospensivi ante causam atteso che "non si registra alcuna modifica delle condizioni che avevano determinato l'emanazione del precedente decreto cautelare monocratico n.390/2019, stante l'esigenza di mantenere  la res aduch integra nelle more della trattazione dell'istanza cautelare già fissata per la camera di consiglio dell'11 settembre 2019, non apparendo evidenti pregiudizi irreparabili alla disposta dilazione".

Ad aggiudicarsi il round è stata dunque l'amministrazione guidata dal sindaco Napoli. Il provvedimento del tribunale amministrativo ha però scatenato l'ira delle opposizioni. "Il Tar di Salerno sospende con dispositivo monocratico gli effetti del nuovo decreto del difensore civico regionale con cui si momina nuovamente il commissario ad acta. Il ricorso sarebbe stato inoltrato per pec alle 14.54 di ieri. Sarà probabilmente stato protocollato un paio di ore dopo. Il Giudice monocratico - l'affondo del consigliere di Forza Italia, Roberto Celano - avrà nientemeno lavorato di notte tra il 13 ed il 14 agosto per emanare in prima mattinata il nuovo dispositivo di sospensiva. E poi dicono che la giustizia non funziona. Quando il "sistema" (che è evidentemente costro alla trasparenza e partecipazione) "chiama" il Tar Salerno rapidissimamente "risponde", il durissimo atto d'accusa dell'esponente di minoranza.