De Luca avvicina Salerno a Napoli

A distanza di 39 anni ecco un salernitano alla guida della Campania

Salerno.  

Piazza Amendola, così come quattro anni fa ma anche come nel 2006. De Luca festeggia con la sua gente ad un tiro di schioppo da palazzo di città e dalla sede della Prefettura per il consueto bagno di folla. Ma l’incontro del neo governatore della Campania con la sua città è anche l’occasione per avvicinare Salerno con Napoli, segno che la “sconfitta” di sei anni fa ha lasciato un qualche insegnamento all’ex primo cittadino. De Luca accorcia le distanze con Napoli e rilancia uno spirito di corpo regionale e meridionale.

"Il risultato di Salerno è stato eccezionale.  – ha affermato dal palco De Luca - C’è un altro significato straordinario: ho vinto anche nella città di Napoli. Grazie Napoli. Che cosa straordinaria. La verità è che siamo campani, siamo meridionali. Ci accomuna un senso della sofferenza umana".

De Luca ha le idee chiare nella sua piazza. E’ già con la mente rivolta ai problemi regionali. Alla Terra dei fuochi, ad un impegno preso con decisione durante la campagna elettorale. "E’ un problema che intendo risolvere al più presto, e in due, tre anni bonificheremo la Campania di tutte le ecoballe", ha affermato alla folla.

Resta il dato di una storica elezione, visto che De Luca è il primo presidente della regione Campania proveniente da Salerno eletto direttamente. Non era mai accaduto, infatti, che un amministratore salernitano fosse eletto dai cittadino alla carica più alta alla regione Campania. Anche se esiste il precedente di un governatore salernitano, risalente alla fine degli anni ’70. Nel dettaglio nel triennio 1976/79 con il democristiano Gaspare Russo eletto a dirigere la Campania con un metodo che non era quello diretto.

Ma sulla formula plebiscitaria d’elezione diretta, De Luca si conferma un vero e proprio esperto. Al Comune ha sempre centrato l’elezione così come nella consultazione elettorale al Parlamento di qualche anno fa. Unica macchia, o sconfitta che dir si voglia, nel 2010 nella prima sfida alla Regione persa proprio con Caldoro. A distanza di un lustro una rivincita consumata nel pieno rispetto della tradizione.

 

Redazione