Regionali 2020, a tu per tu con i consiglieri: Maria Ricchiuti

Le attività socio sanitarie, la lingua dei segni, il bullismo e il cyberbullismo

Salerno.  

28 proposte di legge, 3 interrogazioni, 46 risoluzioni e 4 mozioni. Sono i numeri analizzati insieme al Consigliere Regionale Maria Ricchiuti con cui abbiamo provato a tracciare un bilancio di questi quasi cinque anni che volgono al termine in Regione Campania.

“Tracciando a grandi linee il mio impegno in Regione lo possiamo identificare su due grandi macro aree più importanti su cui ho concentrato la mia attività e che possono essere le attività socio sanitarie. La maggior parte delle proposte, che per fortuna sono state anche approvate e che quindi non sono rimaste da incardinare ancora nel tempo, hanno avuto un esito e un’approvazione spesso anche all’unanimità. In particolare siamo stati la prima Regione, anticipando il Governo centrale, sul tema del bullismo e cyber bullismo: con questa proposta di legge che mi ha visto la prima firmataria, abbiamo lanciato una pietra miliare perché la Regione Campania si è distinta su una battaglia di civiltà con una connotazione, cioè non con un approccio sanzionatorio o poliziesco ma puntando molto sull’aspetto della prevenzione, quindi cercando di favorire un’interazione maggiore tra le famiglie, la scuola e i giovani e soprattutto puntando anche ad una cultura maggiormente consapevole dell’suo dei social e di tutto quello che è il mondo del digitale”.

Sulla stessa linea il consigliere Ricchiuti si è soffermata anche sulla lingua dei segni e sulle barriere, non solo comunicative, ma anche quelle fisiche con una proposta di legge che vedrà interessate le spiagge dei comuni della costiera: “Proprio sulla scia delle cosiddette politiche sociali sono stata anche firmataria e relatrice di maggioranza con una legge sulla lingua dei segni, per abbattere le barriere comunicative e quindi non soltanto quelle fisiche ma anche quelle sensoriali. Un’altra legge su cui sto lavorando adesso riguarda la possibilità per i comuni costieri di attrezzare le spiagge, non solo quelle gestite direttamente dal comune ma anche le spiagge affidate a terzi, di poter usufruire di attrezzature e di strumenti per consentire l’accesso ai disabili. Questo è un settore in cui, secondo me, si avverte ancora di più non solo la crisi economica ma proprio quella sociale, cioè la crisi valoriale che porta poi a degenerazioni e distorsioni purtroppo nella nostra società, a cui in qualche modo dobbiamo dare delle risposte”.

Infine un focus sulle aree interne: “Proprio per toccare il tema sociale anche nella disgregazione delle comunità c’è un’altra importante proposta di legge, forte forse anche della mia esperienza come amministratore locale, ho cercato di portare nel mio lavoro un interesse rivolto alle comunità più svantaggiate, quelle che non hanno la possibilità di confrontarsi con una realtà urbana, quindi le aree interne, che diventano oggi nella rilettura nazionale una forma di vitalità su cui investire”.