Presentata a Salerno la candidatura a sindaco di Franco Massimo Lanocita per la coalizione “Possiamo da Ora”, costituita dalle forze politiche e civiche Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, dalle associazioni Terra socialista e Risorgimento socialista, Salerno in Comune e dal Comitato Salute e Vita.
“Questa mia candidatura a sindaco, come preannunciato dalle forze politiche e dai movimenti che la sostengono, nasce - ha spiegato Lanocita - da un percorso unitario, costruito nel tempo attraverso battaglie comuni, impegno civile e una visione condivisa di città. Non si tratta di una semplice alleanza elettorale, ma dell’incontro tra esperienze politiche e civiche che hanno scelto di mettere al centro l’interesse collettivo, la tutela dei diritti e il futuro di Salerno”, le parole dell'aspirante primo cittadino nell'incontro di presentazione alla città.
Il candidato sindaco ha illustrato i tre punti principali che caratterizzeranno la campagna elettorale e che saranno oggetto di iniziative programmatiche specifiche durante gli incontri con la cittadinanza.
UN NUOVO PIANO URBANISTICO COMUNALE
Quello in vigore si fondava sulla previsione di un aumento della popolazione fino a 180mila abitanti. C’è stato, invece, un calo demografico e oggi i residenti sono 126mila. Bisogna dire stop al consumo di suolo, alla costruzione di nuovi palazzi. Recuperare l’esistente, attivare politiche mirate per rendere disponibile per le locazioni il patrimonio di oltre 4mila alloggi sfitti presente in città. Garantire realmente , e non solo sulla carta, la dotazione di standard urbanistici e servizi alla popolazione, a partire dal verde pubblico.
UN NUOVO STATUTO COMUNALE
Non consentiremo più che vengano svenduti i gioielli di famiglia ai privati, come è avvenuto per la Centrale del latte, per il 51 % di Salerno Energia Vendite, o per pezzi di litorale o immobili di prestigio, senza che i cittadini abbiano potuto esprimersi nel merito. Bisogna prevedere gli istituti di partecipazione, a partire dai referendum sui beni comuni. Inoltre vanno eletti i consigli di circoscrizione (non più di tre) affinché le decisioni su cosa fare nei quartieri siano prese da chi ci abita. Un esempio per tutti: si stanno sopprimendo due parcheggi pubblici per circa 300 posti auto per costruire un viadotto, ma nessuno ha chiesto ai residenti di via Irno se fossero d’accordo.
SALERNO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2030
Proponiamo di candidare la nostra città a capitale italiana della cultura 2030. Salerno è stata sede della prima e più importante istituzione medica d'Europa nel Medioevo. Qui si incontrarono le conoscenze mediche greche, latine, arabe ed ebraiche. Culture diverse, messe al servizio della conoscenza. Oggi, un valore potente cosi come è potente il ruolo che ebbero le donne. Nella Scuola insegnarono anche le mulieres salernitanae, le prime donne medico, tra cui la famosa Trotula de Ruggiero. Salerno capitale italiana della cultura consentirà di riscoprire anche un’identità purtroppo non opportunamente conosciuta e valorizzata, quello della città monastica e conventuale. Sara l’occasione per rimarcare ancora di più le nostre radici culturali mediterranee, anche della dieta.
