«L’audizione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha consentito di fare il punto sulle criticità del territorio campano in materia di rischio idrogeologico, in particolare sul fiume Sarno. Oggi è emersa tutta la fragilità di un’area che sconta gli effetti di politiche e scelte pregresse sbagliate, ritardi accumulati nel tempo e interventi che non sempre sono stati inseriti in una strategia coerente e organica. A questo si aggiunge il problema della duplicazione delle competenze, che rischia di rallentare i processi decisionali, ridurre l’efficacia degli interventi e rappresentare un freno concreto allo sviluppo. Quella del fiume Sarno rimane una questione aperta, una ferita ancora profonda per il territorio e per le comunità che vivono in un’area esposta a gravi criticità ambientali e idrogeologiche. Non possiamo permettere che il tempo continui a passare senza risposte concrete. Per questo continueremo a vigilare con la massima attenzione sul cronoprogramma annunciato, affinché gli impegni assunti si traducano in interventi effettivi, con scadenze definite e risultati verificabili».
Lo ha dichiarato Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, al termine dell’audizione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, svoltasi oggi alla Camera.
«Le missioni svolte dalla Commissione nel bacino del fiume Sarno hanno confermato la necessità di mantenere alta l’attenzione su territori caratterizzati da criticità differenti, ma accomunati dall’esigenza di una programmazione seria, di una manutenzione costante e di una chiara individuazione delle responsabilità. La prevenzione non può essere affrontata soltanto in una logica emergenziale: occorre intervenire per tempo, superare le sovrapposizioni amministrative e garantire che le risorse disponibili si traducano in opere efficaci per la sicurezza dei cittadini», ha aggiunto Bicchielli che ha concluso:
«Il nostro compito è verificare, approfondire e contribuire a individuare le criticità che ostacolano una gestione efficace del territorio. La sicurezza delle comunità deve essere una priorità condivisa, al di là delle appartenenze politiche. Servono collaborazione istituzionale, responsabilità chiare e la capacità di trasformare gli impegni assunti in risultati concreti e verificabili».
