Tre sconfitte in quattro partite, otto gol incassati, posizione di classifica ancora più deficitaria e errori clamorosi sulle palle inattive. Chi si aspettava un'inversione di tendenza con l'arrivo di Bollini è rimasto abbastanza deluso. Se è vero che la Salernitana non sta raccogliendo quanto merita, è altrettanto vero che i numeri condannano il nuovo allenatore granata che, nei fatti, non sta certo facendo meglio di Sannino quanto a media punti. Il calendario non gli ha dato una mano e gli arbitri stanno incidendo negativamente ormai dalla prima giornata, ma il primo tempo disputato e alcune scelte di formazione hanno fatto storcere il naso alla tifoseria granata, unica a salvarsi dalla debacle del "Partenio". La tattica. Come ampiamente previsto, Bollini ha confermato il 4-3-3 modificando per costrizione l'assetto difensivo. Dinanzi a Terracciano spazio a Perico e Vitale larghi e all'inedito tandem Mantovani-Tuia al centro, in mediana Ronaldo vince il ballottaggio con Zito e si posiziona in cabina di regia, con Busellato e Della Rocca in copertura e il tridente Improta-Rosina-Joao Silva in avanti. Avellino, invece, in campo con il classico 4-4-2, con Verde esterno a destra e la coppia Ardemagni-Castaldo per sfruttare la fisicità e l'esperienza.
L'approccio alla gara è stato troppo soft e la partita è stata lenta e prevedibile nonostante un predominio territoriale evidente e un possesso palla nettamente a favore dei granata. L'Avellino, con evidenti limiti tecnici in tutti i reparti, si è limitato a chiudere e a ripartire contenendo con facilità Joao Silva e limitando le ripartenze di Vitale e Improta sulla corsia sinistra, una delle mosse vincenti di Novellino. Fortunatamente, a destra, Perico a spinto con maggiore continuità garantendo appoggio all'ottimo Rosina, impeccabile nell'uno contro uno, ma spesso non seguito adeguatamente quando crossava dal fondo. Proprio quando la Salernitana ha provato ad alzare il baricentro, l'Avellino ha trovato il vantaggio: punizione inesistente a favore degli irpini, dormita sul secondo palo di Vitale che perde Jidaji e decimo gol subito su palla inattiva, sesto su sei nell'era Bollini.
La Salernitana, lenta a centrocampo e prevedibile in avanti, ha fatto fatica a calciare in porta peccando di lucidità negli ultimi sedici metri, solo a destra Perico, Busellato e Rosina hanno provato a scuotere i compagni dal torpore senza successo. Una delle pecche è stata la prestazione di Ronaldo, teoricamente faro del gioco granata che non è riuscito a prendere per mano il centrocampo e a far circolare il pallone con fluidità: è lì che la Salernitana sembra carente, soprattutto perchè manca un giocatore come Odjer che corre per tre abbinando qualità e quantità. Sul finire del primo tempo altra ripartenza letale dell'Avellino ed espulsione inconcepibile di Mantovani, poco prima ammonito...per aver preso palla. In questo caso la dormita è di Perico, Ardemagni non perdona e insacca alle spalle di Terracciano. Nella ripresa, in 11 contro 10, Bollini ha tolto Ronaldo inserendo Zito, a cui Bollini ha chiesto di spingere sulla fascia creando superiorità numerica e duettando con Rosina.
Anche l'ingresso di Donnarumma al posto di Improta- in evidente calo da settimane- cambiava volto al match, conferma del fatto che la formazione iniziale è stata sbagliata dall'allenatore. Lo schema era semplice ed efficace: progressione dell'esterno sinistro, sponda all'indietro, cross della mezz'ala a spiovere sul secondo palo e inserimento a tagliare della mezz'ala opposta. Bravissimo Busellato a riaprire il discorso e accorciare le distanze, meritato riconoscimento per una Salernitana totalmente trasformata e ritrovatasi successivamente in 10 contro 10. Lì è stato un dominio assoluto e i granata hanno fatto girare palla con disinvoltura costruendo tre nitide occasioni da rete. Peccato, però, che Zito, Perico e Donnarumma si siano imbattuti nelle parate di Frattali e in un salvataggio fortunoso di Verde sulla linea. Lo stesso Verde, con una ripartenza letale, chiudeva il discorso approfittando di un buco nella retroguardia granata e di un intervento incerto di Terracciano, poco prima molto attento su Castaldo. Il rigore di Donnarumma non cambiava la storia: Salernitana dai due volti, ma primo tempo imperdonabile.
Gaetano Ferraiuolo
