Donnarumma verso la panchina:ennesima bocciatura per il bomber

Tre allenatori su quattro non lo hanno considerato un titolare inamovibile

Salerno.  

Prove di 4-3-3 per mister Bollini che, nel giorno che potrebbe sancire il suo esonero in caso di risultato negativo, si affida al suo marchio di fabbrica per difendere la propria posizione in panchina. Fossero confermate le indiscrezioni della vigilia, le sue decisioni sono destinate a far discutere: l'orientamento, infatti, è quello di tener fuori ancora una volta Rosina e Donnarumma a favore di Improta e Zito, con quest'ultimo spesso acclamato dai tifosi, ma quasi mai decisivo quando chiamato in causa in corso d'opera. Per l'ex bomber del Teramo si profila l'ennesima bocciatura di una stagione ben al di sotto di aspettative e potenzialità non soltanto per colpa degli altri. Diciamoci la verità: salvo rare eccezioni, Donnarumma non è sembrato quel giocatore cattivo agonisticamente, sveglio, pimpante e grintoso ammirato l'anno scorso, quando i suoi gol risultarono determinanti per la salvezza della Salernitana. Se è vero che sovente gli allenatori non lo hanno messo in condizione di rendere per quelle che sono le sue caratteristiche, è altrettanto vero che l'attaccante napoletano ha collezionato tanti 5 in pagella soffrendo maledettamente quando non aveva Coda al suo fianco.

Analizzando con obiettività la sua avventura con la casacca granata, possiamo notare che Donnarumma è stato considerato un titolare inamovibile soltanto da Menichini, mentre Torrente, Sannino e Bollini gli hanno spesso preferito giocatori forse meno dotati tecnicamente, ma più pronti a sacrificarsi in fase di non possesso per la squadra. L'emblema della sua stagione è il derby di Avellino, con Bollini che lo tenne in panchina malgrado l'assenza per squalifica di Coda gettando nella mischia un Joao Silva generosissimo, ma che non ha un grande feeling con il gol. Che il mancato rinnovo del contratto abbia inciso negativamente sul suo campionato? Diffiicile dirlo, di certo c'è che questa querelle ha creato una sorta di spaccatura nella tifoseria, convinta che ogni calciatore debba anteporre l'interesse collettivo a quello strettamente personale. A prescindere dal minutaggio, dunque, toccherà a lui dimostrare di meritare il posto da titolare, l'appoggio della gente e la fiducia di una società che, pur di trattenerlo, ha rifiutato proposte vicine al milione di euro. 

Gaetano Ferraiuolo