“Non esistono titolari o riserve, deve essere mia premura far ruotare i calciatori affinché tutti si sentano parte integrante di questo progetto”. Mister Bollini, sin dal suo primo giorno di lavoro, ha battuto su questo concetto e alle parole hanno fatto seguito i fatti. Durante la sua gestione, infatti, tutti i calciatori sono stati presi in considerazione e hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra, con risultati spesso soddisfacenti. Ronaldo, tanto per fare un esempio, è passato in poco tempo da sicuro partente e titolare quasi inamovibile, lo stesso Schiavi, fatta eccezione per la gara di Trapani, si è ben disimpegnato ogni qual volta è stato chiamato in causa. Ieri è toccato a tre calciatori ultimamente poco utilizzati beccare un voto alto in pagella. In primis Antonio Zito, sin dal riscaldamento autentico trascinatore di un gruppo che lo ha sempre seguito e stimato anche quando il suo destino sembrava lontano da Salerno.
Nel momento più delicato della stagione, l’ex Taranto si è caricato la squadra sulle spalle e ha giocato una delle migliori partite stagionali, denotando anche timidi segnali di crescita sul piano fisico. Nel tridente offensivo è riuscito spesso a saltare l’uomo e a duettare con Coda, quando la Salernitana è rimasta in dieci si è sacrificato in fase di non possesso recuperando moltissimi palloni e ripartendo con pericolosità fin quando le energie lo hanno sorretto. Splendido anche un salvataggio sulla linea al 20’ del primo tempo. Benissimo anche Improta, giustamente tenuto a riposo dal mister per qualche settimana, ma tornato ad essere un motorino inesauribile sulla corsia di competenza. Ieri Pezzi è stato saltato con puntualità e l’ex Juve Stabia ha avuto anche il merito di procurarsi il calcio di rigore successivamente trasformato da Tuia. “Ma come fa uno così a non giocare in serie A?” il commento di alcuni addetti ai lavori presenti sulle tribune del “Vigorito”, con tanti tifosi che rimpiangevano il mancato acquisto nel mercato invernale.
Finalmente un 7 anche per Alessandro Tuia, determinato e concentrato dal primo al novantacinquesimo e vincitore di tutti i duelli aerei con gli avversari. Avere al fianco uno come Bernardini sicuramente aiuta, stavolta è stato bravo a non commettere sbavature alle quali, purtroppo, ha abituato i tifosi granata in questi cinque anni. Nella ripresa ha giganteggiato a lungo, raddoppiando puntualmente quando Perico veniva saltato dal diretto avversario, mentre nel primo tempo ha compiuto un salvataggio prodigioso su Ceravolo ormai pronto ad esultare. Positivo anche l’approccio di Sprocati, inizialmente in difficoltà sulla destra, ma molto più a suo agio quando Bollini lo ha spostato a sinistra chiedendogli di ripartire. Dapprima ha sfiorato il raddoppio con un bellissimo tiro a giro sul secondo palo, poi ha procurato l’ammonizione di Venuti che, probabilmente, meritava il cartellino rosso. Sfortunato, invece, Joao Silva. Contro la Spal la “rivolta popolare” fece cambiare idea a Bollini, ieri stava per entrare, ma il Benevento ha pareggiato e il mister lo ha fatto riaccomodare in panchina.
Gaetano Ferraiuolo
