Una Salernitana tutt'altro che spumeggiante batte per 2-0 il Brescia in un fondamentale scontro diretto per la salvezza approfittando del pessimo momento di forma attraversato dai ragazzi di Brocchi, ormai destinato all'esonero ancor di più dopo la furiosa contestazione dei 200 supporters bresciani assiepati nel settore riservato agli ospiti. I granata non hanno saputo bissare l'ottima prova di Benevento, ma hanno ostentato un grande equilibrio in fase difensiva rischiando la capitolazione soltanto in un'occasione: bravissimo Gomis a rimediare alla dormita del pacchetto arretrato respingendo di piede il colpo di testa di Bonazzoli, dimenticando nella circostanza da Vitale. In generale, però, la Salernitana ha meritato la vittoria pur non riuscendo a rispettare i dettami tattici di un allenatore che, alla vigilia, aveva chiesto aggressività, gioco sulle fasce, sovrapposizioni, inserimenti senza palla dei centrocampisti e la ricerca continua del gol da parte delle punte. La missione è riuscita a metà: sull'asse Vitale-Sprocati, a sinistra, si sono intraviste cose interessanti, con la ricerca continua dell'uno contro uno e tanti palloni scodellati al centro, a destra Perico ha faticato come sempre, mentre Rosina tendeva ad accentrarsi senza mai entrare realmente in partita, almeno per 45 minuti. Nella ripresa le cose sono andate meglio, ma la rete che ha sbloccato la partita è nata da una situazione piuttosto fortuita e rocambolesca: bravo Coda a crederci, meno Blanchard a far scattare la tattica del fuorigioco. Con l'ingresso di Della Rocca e Donnarumma, il mister ha ridisegnato la squadra badando al sodo, nel finale al rete dell'ex Teramo ha chiuso la contesa e regalato tre punti fondamentali alla Salernitana.
Riavvolgiamo il nastro e addentriamoci nell'analisi della gara. Senza Odjer e Busellato e con Improta squalificato, Bollini ha riconfermato il 4-3-3: dinanzi a Gomis spazio a Vitale e Perico sulle corsie laterali e al tandem Bernardini-Tuia al centro, con Ronaldo in cabina di regia, Minala e Zito al suo fianco e il tridente Rosina-Coda-Improta in avanti. Il Brescia, senza Pinzi e Bisoli, ha risposto con il consueto 3-5-2, affidandosi alla rapidità di Coly sulla fascia e al tandem Caracciolo-Torregrossa in attacco, un duo di grande fisicità, ma al quale non è stato difficile prendere le misure. I primi 20 minuti hanno fatto capire perchè la Salernitana ha ottenuto i migliori risultati affrontando le big del campionato: quando l'avversario gioca, i granata sono bravi a ripartire e agire di rimessa, se invece bisogna impostare il gioco (come contro le "piccole", soprattutto all'Arechi) emergono limiti e difficoltà derivanti anche dalle caratteristiche degli interpreti. Il centrocampo, in particolare, non riusciva a trasformare rapidamente l'azione da difensiva ad offensiva, "colpa" di un Minala tutt'altro che in giornata e di un Zito generoso, ma molto impreciso al momento dell'ultimo passaggio. L'unico che ha provato ad accendere la luce è stato Ronaldo, tartassato di falli dall'inizio alla fine, bravo a favorire le ripartenze degli esterni alti, ma spesso rimproverato da Bollini per alcuni palloni persi banalmente a ridosso della propria area di rigore.
Non a caso la prima occasione nasceva al 20', quando Sprocati faceva partire un bel cross dalla sinistra dopo aver saltato il diretto marcatore, bello l'inserimento centrale di Rosina, peccato per la mira. In quella fase la Salernitana passava al 4-3-2-1, permettendo a Coda di agire prettamente nell'area di rigore bresciana senza doversi sfiancare per recuperare palla. Tra le note positive il comportamento della retroguardia: nessun pericolo dalle corsie esterne, Tuia bravissimo in anticipo su Caracciolo, Bernardini monumentale su Torregrossa. Nella ripresa le cose sono andate leggermente meglio e la Salernitana ha trovato il vantaggio in avvio: cross di Rosina (unica giocata degna di nota in una gara insufficiente), deviazione vincente di Coda e dodicesimo gol in campionato per l'attaccante cavese, una perla che gli darà 30mila motivi per sorridere. Il demerito della Salernitana era quello di abbassare il baricentro dando coraggio a un avversario alle corde, senza idee, mai pericoloso e tecnicamente modesto. L'ingresso di Della Rocca per Rosina portava i granata a giocare con il 4-4-2, modulo che diventava una sorta di 4-1-4-1 in fase di possesso ancor di più dopo il cambio tra Sprocati e Donnarumma, subito pericoloso con un'incursione in area ben neutralizzata da Minelli. Sul finire del match proprio l'ex Teramo archiviava la pratica, finalmente sfruttando una palla inattiva a favore: cross di Vitale, colpo di testa perfetto e diretto all'angolino. Un 2-0 con luci e qualche ombra, a Bollini il compito di correggere gli errori e di permettere a questa squadra di rendere per quelle che sono le sue effettive potenzialità.
Gaetano Ferraiuolo
