Solo i tifosi vincono sempre. Sembra una frase fatta, ma a Salerno è proprio così. Trovatela in Italia una curva che, con il risultato già compromesso, un sogno play off infranto e un arbitraggio incredibilmente sfavorevole, canta per 95 minuti ininterrottamente riservando ai calciatori un caloroso applauso a fine gara, quasi come a salutare una stagione migliore della precedente e che qualche emozione, in fondo, ce l'ha regalata. Gli ultras, dopo aver accolto la squadra all'arrivo allo stadio, hanno inscenato una bella coreografia in onore del piccolo Genny, un gesto che ha commosso la famiglia dello sfortunato bambino e anche i sostenitori del Frosinone, presenti in poche unità in curva Nord e per lunghi tratti silenziosi pur essendo in lotta per la promozione diretta. In circa 13mila hanno provato a spingere la Salernitana in una delle notti più importanti della gestione Lotito-Mezzaroma, ma quando un avversario si dimostra più forte e l'arbitro ci mette del suo non c'è coro o incitamento che tenga. Alla curva va dato il merito di aver vissuto con maturità un momento particolarmente nervoso e concitato, con attimi di tensione subito dopo il rigore "regalato" al Frosinone. "Venduto venduto" intonava il pubblico, qualcuno è tornato a casa in largo anticipo per non assistere ad altri errori arbitrali, altri ancora hanno invitato la squadra ad abbandonare il campo in segno di protesta. Poteva essere una notte da sogno, coronamento di un percorso soddisfacente, è stato invece in incubo a tinte gialloblu che non ha scalfito l'entusiasmo e l'amore di un pubblico che merita davvero la serie A. Da domani si inizi una programmazione ancora più ambiziosa per questi 13mila cuori che battevano insieme a prescindere dal risultato...
Gaetano Ferraiuolo
