Stagione più che positiva per una delle compagini del settore giovanile della Salernitana. Stiamo parlando dei Giovanissimi Regionali allenati da mister Dario Costantino, autori di un ottimo girone di ritorno che li ha portati a chiudere il campionato con un punto in meno della quarta. Indipendentemente dalla classifica, la crescita della squadra è stata sempre esponenziale e costante. Da non sottovalutare, inoltre, che i ragazzi affrontano formazioni un anno più grandi.
L’allenatore dei Giovanissimi Regionali è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare dettagliatamente tutta la stagione appena conclusasi.
Quando è cominciata la sua esperienza a Salerno?
“E’ stata la mia prima stagione nel settore giovanile della Salernitana. Ad aprile fui contattato dalla dirigenza granata per intraprendere un percorso nella scuola calcio. Intorno al 10 agosto, dopo un’altra chiamata di Alberto Bianchi, fui promosso nei Giovanissimi Regionali: accettai l’incarico con enorme piacere. Il 29 agosto è cominciata la preparazione con questi nuovi ragazzi. Inizialmente abbiamo subito avuto un contatto con i vari gruppetti. La rosa, poi, è stata delineata del tutto a dicembre a seguito dell’apertura degli svincoli”.
Qual è stata la prima cosa detta ai ragazzi per farsi conoscere e mettere subito le cose in chiaro?
“Ho chiesto di calarsi al meglio nella realtà in cui erano inseriti rendendosi conto che indossavano una maglia molto importante. La casacca granata doveva essere come una seconda pelle da onorare in campo. Dopo dissi loro di non preoccuparsi dei risultati ottenuti all'inizio di stagione: bisognava crescere e assemblare al meglio il gruppo rendendolo ben omogeneo”.
Il 23 ottobre in casa col Cops la prima vittoria stagionale. Cosa ha provato in quell’occasione?
“In quella gara ci sbloccammo: capimmo di avere delle potenzialità. Ovviamente eravamo tutti molto felici per il risultato importante ottenuto in campionato. Avevamo iniziato un percorso che da quel momento poteva solamente essere di crescita”.
A questo punto del campionato, però, arrivano una serie di sconfitte. Cosa è successo?
“Dopo il successo sul Cops c’è stato un calo di concentrazione, anche fisiologico, dovuto dalla complessità del campionato stesso: in questa fase abbiamo affrontato le prime in classifica in sequenza. Anche in quel caso, però, perdemmo in maniera non eclatante”.
Dalla vittoria sul Bacoli qualcosa è cambiato.
“Dicembre è stato il mese della svolta, il crocevia della nostra annata: il gruppo finalmente ha trovato la giusta identità. I ragazzi hanno cominciato ad approcciare con una serenità diversa le partite”.
Una delle più belle parentesi di questa stagione è stata il torneo di Pescara.
“In questa competizione il gruppo si è compattato in maniera incredibile acquisendo quell’affiatamento e senso di appartenenza che chiedevo dall’inizio del campionato: affrontare squadre così altamente qualificate come Lazio, Pescara e Juventus e riuscire a vincere è stato un momento in cui è venuta fuori tutta l’autostima e la convinzione dei ragazzi, cose che prima stentavano a riconoscere”.
Qual è stato il momento più difficile e quello più bello della stagione?
“Sicuramente il periodo precedente al torneo di Pescara, quando c’è stato un filotto di sconfitte consecutive, è stato complicato: bisognava mantenere la concentrazione elevata facendo capire ai ragazzi che ci saremmo ripresi. In poco tempo abbiamo vissuto il momento peggiore e quello migliore della stagione: a distanza di quattro settimane, al rientro da Pescara, tutto era cambiato. Quando si ha a che fare con dei giovani basta poco per passare da un momento complesso ad uno positivo perché i ragazzi hanno un’età in cui sono molto volubili”.
Stagione tutto sommato positiva.
“Le prime tre hanno disputato un campionato a parte pur soffrendo contro di noi nel girone di ritorno. Sono sempre stato convinto che nel momento in cui la nostra crescita diventava evidente mettevano in difficoltà tutti, non a caso dalla partita col Bacoli abbiamo perso una sola partita tra campionato, tornei e amichevoli. Conoscevo bene le potenzialità dei miei ragazzi, bisognava solo tirarle fuori e ci siamo riusciti in poco tempo”.
State continuando gli allenamenti in questo periodo per valutare l’ossatura della prossima stagione?
“Gli allenamenti continuano, parteciperemo a qualche torneo. La società sta valutando il futuro di questi ragazzi, nel frattempo continuiamo a lavorare per far crescere tutti a prescindere. La rosa è abbastanza competitiva, non mi piace parlare dei singoli: è l’insieme che ha portato ad avere questi risultati, il merito è di tutti”.
Molti ragazzi disputeranno il prossimo campionato under 15: riusciranno a ripetere l’impresa della squadra di mister Landi?
“La cavalcata degli under 15 è un’impresa non da poco: auguro ai ragazzi di Landi di continuare a giocar bene come fatto fino adesso. Ogni campionato fa storia a sé, non penso sia giusto mettere una tale pressione ai ragazzi che disputeranno questo campionato l’anno prossimo: ogni annata va letta singolarmente perché comporta calciatori propri e avversari completamente diversi”.
Quale sarà, invece, il futuro di mister Costantino?
“Questo non si sa ancora. Resto serenamente a disposizione della società fino al termine di questa stagione calcistica. Mi auguro di poter rimanere a lungo in questa società perché è la squadra della mia città con la quale sento un legame e un senso di appartenenza molto forte”.
Come reputa il progetto del settore giovanile della Salernitana?
“Il vivaio granata ha un progetto ottimo che ha bisogno di tempo per esprimere il massimo potenziale. La società si muove anche sotto il punto di vista delle strutture, ciò dimostra che hanno intenzione di investire sui giovani. Avere un quartier generale dove poter gestire il tutto sarebbe importantissimo”.
Un pensiero sul cammino della prima squadra.
“Play – off quasi sfumati? Non ne sarei particolarmente convinto, resto ancora ottimista. Riuscendo a battere Carpi e Avellino si potrebbe pensare di andarci a giocare tutto a Perugia. Impresa difficile, ma la matematica non condanna ancora i granata che in passato hanno dimostrato di poter ottenere un filotto di vittorie consecutive. Nonostante tutto la Salernitana ha ben figurato all’interno di questo campionato”.
Marco Savarese
