Intervistato dal Corriere dello Sport, il presidente Marco Mezzaroma è sceso in campo in prima persona per tutelare la sua Salernitana. Pur con la solita classe e senza alzare i toni, il patron ha respinto al mittente le discutibili accuse arrivate da Frosinone e ha dato la sua versione dei fatti relativamente a quanto accaduto nell'intervallo: "Premesso che io non c'ero, ma come me non c'erano altre persone che, invece, hanno detto e scritto sull'argomento. Tra l'altro in genere ci sono anche pubblici ufficiali, mi riferisco agli uomini della Digos, che possono anche attestare quello che è avvenuto.Respingo al mittente queste ricostruzioni forse denigratorie per il club e l'ambiente. Ho incontrato il presidente Stirpe prima della partita e ritengo che abbiamo avuto un colloquio sereno, poi ognuno è tornato al proprio posto per assistere alla gara. Parlare, a quanto leggo, di allerta della Procura Federale mi sembra fuori luogo e strumentale. Le tensioni nell'intervallo sono state tutte interne alla Salernitana, dettate dall'operato dell'arbitro e dalla prova della squadra. Per questo non riesco a capire, stando a quanto leggo, a cosa si riferiscano questi allarmismi da parte del Frosinone. Cosa c'è di male che Lotito, proprietario del club, sia entrato negli spogliatoi? Qua sembra si voglia far passare un messaggio: i buoni stanno da una sola parte, i cattivi dall'altra. Anche noi abbiamo sbagliato, certo: Minala ha commesso un'ingenuità che ha inciso. E' tempo, però, che gli arbitri vengano aiutati con la tecnologia".
Redazione Sport
