Salerno e quel senso di ingiustizia che si trascina dalla A

Dal caso Terni ai play off di Verona passando per Bettin e le diffamazioni nazionali: ora basta!

Salerno.  

Non ci fosse stata alla base una grandissima passione per i colori granata, probabilmente da tempo i tifosi della Salernitana avrebbero abbandonato gli spalti dedicandosi ad altro. E la scelta sarebbe stata ampiamente giustificabile. L'arbitraggio di Pasqua, le successive decisioni del giudice sportivo, gli incomprensibili veleni provenienti da Frosinone e tanti altri episodi succedutisi in questi giorni così concitati rappresentano soltanto la tradizionale goccia che fa traboccare il vaso, un qualcosa di gravissimo e che mina la credibilità del calcio italiano. Tutti vogliamo credere alla buona fede di chi dirige le gare (a Salerno tanti tifosi iniziano a temere il contrario), ma la sensazione è che da lunedì qualcosa sia cambiato: la gente non si identifica più in questo sport, ha il timore che ci sia una sorta di accanimento ingiustificato nei confronti della Salernitana e del suo presidente, ha lasciato in massa l'Arechi lunedì sera al grido "Venduto, venduto" e qualcuno ha scritto personalmente all'AIA, alla Lega di A e alla Federazione chiedendo di approfondire alcune "questioni social" che lasciano spazio a tanti dubbi.

L'immagine di un tifoso con i capelli bianchi che, quasi in lacrime, straccia l'abbonamento riportando il nipotino a casa e ripromettendosi di non guardare mai più una partita di calcio è l'emblema della sconfitta di un movimento che professa credibilità e trasparenza ogni anno, ma che puntualmente si imbatte negli stessi errori. Non bastavano i due rigori negati, il penalty regalato al Frosinone (e il gol di Ciofani andava annullato), i due cartellini rossi e una condotta complessivamente a senso unico: ecco che la Salernitana è stata multata di 10mila euro, con annesse squalifiche di due dirigenti che chiedevano soltanto spiegazioni rispetto alle decisioni di un arbitro che andrebbe sospeso per mesi, ma che ha già esordito in serie A proprio dopo la sfida tra i granata e la Spal, anche in quel caso accompagnata da molteplici polemiche. Al di là dei meri episodi arbitrali (alla Salernitana mancano almeno 10 punti) e delle sviste di quelle giacchette nere che, un anno fa, stavano decretando indirettamente la retrocessione in Lega Pro del cavalluccio marino (spicca su tutto il rigore fischiato al Cesena per fallo di mano 4 metri fuori area), annoiano tante situazioni che hanno contraddistinto l'era Lotito-Mezzaroma. Il patron fa una chiacchierata privata con Iodice? 24 ore dopo ne parlano tutti i giornali nazionali, con tanto di video-audio in allegato. La Salernitana vince il campionato? Tv e giornali nazionali parlano di partite truccate e di rischio serie D a tavolino senza avere una prova, giusto per lo sfizio di sbattere il mostro in prima pagina senza neanche chiedere scusa o verificare le notizie.

Di episodi discussi ce ne sono tantissimi, proviamo a rammentarli di seguito:

-Lecce e Salernitana chiedono di esordire in trasferta per problemi legati al campo di gioco: permesso accordato soltanto ai salentini

-nel 2012-13 fu rinviata di un anno la riforma dei campionati, un danno per la Salernitana neopromossa e tra le poche in Seconda Divisione a non avere problemi economici

-cori razzisti a Verona e Vercelli nei confronti di Gomis, Odjer e Minala: neanche una multa

-strumentalizzazione nazionale di ogni singola dichiarazione del presidente Lotito

-prezzi dei biglietti per il settore ospiti alle stelle ogni qual volta la Salernitana gioca in trasferta

-arbitraggi sempre sfavorevoli, dalla D alla B: tra gli episodi più eclatanti il succitato rigore di Cesena, la pessima direzione di Martinelli in Salernitana-L'Aquila, la parata del barese Basha sulla linea di porta, il gol non convalidato a Donnarumma con il Pisa, il gol del Prato con 3 giocatori in fuorigioco di 5 metri, il rigore per la Spal (e Pasqua promosso in A sette giorni dopo), le due reti irregolari del Pescara convalidate da Aureliano, lo show di Abisso nel derby di Avellino, la vittoria della Casertana al 95' per un penalty inesistente concesso da Giovani. Aggiungiamo il Daspo a Montervino per un'esultanza ironica, cosa che avviene in tutti gli stadi d'Italia senza che nessuno prenda provvedimenti. Ricordate, al contrario, una gara vinta per un favore arbitrale?

Non siamo d'accordo sul fatto che, alla lunga, gli errori si compensino: fosse così, la Salernitana sarebbe già matematicamente in A! Cattiva fede? No, o almeno lo speriamo. Di certo c'è che un arbitro scarso dovrebbe sbagliare in entrambe le direzioni. Caro Farina, come si fa a designare per Salernitana-Frosinone un fischietto nativo di Nocera e residente a Tivoli? Come detto, è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Senza voler andare troppo indietro nel tempo (i tifosi con i capelli bianchi ricordano la pessima direzione del signor Pera che, negli anni Quaranta, favorì la salvezza della Roma a scapito della Salernitana), di episodi dubbi e incomprensibili se ne sono verificati tanti, troppi. Nel 98-99, per Piacenza-Salernitana, fu scelto un arbitro a fine carriera, una carriera chiusa con la "fuga" negli spogliatoi sotto scorta per un rigore solare non fischiato ai granata che avrebbe decretato la salvezza. Ancora oggi non è stato chiarito il mistero del caso Tuta, non si è capito perchè alcune partite iniziavano in ritardo, non si spiega perché non si sia approfondito il caso Udinese-Perugia smascherato da “Famiglia Cristiana”, nessuno dimentica la direzione di Rodomonti a Milano né il gol annullato a Di Michele a Bari.

E ancora. Ricordate il caso Empoli nel 2001-02, con il club toscano indagato per utilizzo di sostanze vietate? Dal giorno dello scandalo in poi l’Empoli perde tantissime partite, si parlava di una penalizzazione di diversi punti che avrebbe portato in A la quinta in classifica: la Salernitana. Solita bolla di sapone all'italiana. E il caso Tempio Pausania, con una partita giocata su un campo non regolamentare e iniziata con 70 minuti di ritardo perché l’arbitro dovette ridisegnare le linee? L’apoteosi in quel di Terni, quando furono stravolti anche i regolamenti pur di danneggiare i granata: stadio chiuso, vittoria a tavolino, gara ripetuta a marzo senza una motivazione ufficiale. E gli arbitraggi play off nelle sfide con Genoa e Verona? L'elenco sarebbe ancora lunghissimo, dovremmo contemplare anche l'esclusione dalla B nel 2005 della Salernitana Sport, a vantaggio di altri club con più debiti, ma favoriti da trattamenti diversi. Tanti, troppi episodi, tutti al limite della decenza sportiva. Salerno stavolta sembra essersi stancata e chiede giustizia, parola abbastanza sconosciuta nel calcio di oggi. Si può andare avanti così? La verità è questa: ormai può parlare di alibi soltanto chi non ha memoria storica o non vuole bene alla Salernitana...

Gaetano Ferraiuolo