Riscattare l'immeritata e beffarda sconfitta dell'andata, vendicarsi sportivamente di una storica rivale impedendole l'accesso ai play off, festeggiare alla grande e in modo incontenibile la promozione in serie B dopo un lungo periodo di sofferenze e fallimenti. Esattamente due anni fa, in 23mila si recarono allo stadio per questi tre motivi vivendo una giornata magica, indimenticabile, tra le più emozionanti della storia calcistica salernitana. Quel successo targato Lotito-Mezzaroma non poteva passare inosservato: Salerno, dopo aver ingioiato l'amara polvere dei campetti sterrati di Selargius e Arzachena, pregustava nuovamente il derby con l'Avellino, trasferte in stadi importanti e una scalata successiva verso la A, meritato riconoscimento di un pubblico quanto mai determinante per la vittoria di quel campionato difficile, sofferto e con un'agguerrita concorrenza che si piegò proprio grazie al fattore Arechi. "E' la festa dello zoccolo duro, di quelli della serie D" era parere comune sugli spalti, laddove in tanti piansero di gioia e in diversi momenti della giornata. Durante il riscaldamento delle due squadre, in sottofondo ecco i tormentoni più belli: da Semplice a Vattene amore passando per Go West, Trottolino Amoroso e Ti Voglio tanto bene, canzoni che avevano accompagnato le fasi salienti della storia recente della Salernitana.
Famiglie, donne, bambini, tifosi con i capelli bianchi, ultras, provincia, gruppi organizzati: nessuno volle mancare all'appuntamento nonostante l'orario prescelto dalla Lega: si giocava alle 17:30 del sabato e qualche negoziante decise di concedersi 90 minuti di vacanza pur di celebrare il ritorno di Sua Maestà nel calcio che conta. Al momento del'ingresso in campo delle formazioni, ecco una coreografia da brividi, superba, eccezionale: migliaia di volti sorridenti e il messaggio "Because I'm happy" che sintetizzava al massimo lo stato d'animo del popolo salernitano. Dopo un primo tempo obiettivamente brutto e privo di emozioni, nella ripresa esplose l'Arechi: rigore molto dubbio concesso ai granata e tiro impeccabile di Negro dal dischetto per l'1-0. L'eurogol di Mancosu all'82' restituì un pizzico di speranza alla Casertana di Campilongo, ma con quel tifo era davvero impossibile espugnare il principe degli stadi. Al triplice fischio la festa proseguì, con i falchetti condannati alla Lega Pro e i supporters ospiti ad assistere al tripudio granata, sancito dal "Nessun dorma" di Moro in uno scenario da pelle d'oca. Un bel regalo di compleanno anche per Lotito, accalamato dalla folla e abbracciato dalla famiglia. 9 maggio 2015: una data che resterà sempre impressa nel cuore e nella mente dei salernitani
Gaetano Ferraiuolo
