Cardinale: "Arechi tredicesimo uomo, i tifosi sono malati"

Parla il doppio ex: "Devo tutto alla piazza di Salerno, deve assolutamente tornare in serie A"

Salerno.  

Intervenuto durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) il doppio ex di Salernitana e Avellino Roberto Cardinale ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Cosa pensi di questo campionato di serie B?

"Non ho seguito moltissimo, ma è un torneo lungo, estenuante e dispendioso sotto tutti i punti di vista. Lo era in passato, lo sarà ancora di più nei prossimi anni. La Salernitana ha raggiunto l'obiettivo minimo che era la salvezza, sinceramente con quella rosa mi aspettavo che potesse lottare per qualcosa in più. La sorpresa è indubbiamente la Spal, nessuno avrebbe scommesso un euro sulla promozione diretta degli estensi"

Che derby sarà?

"Forse sarò allo stadio per godermi la partita. L'Avellino ha bisogno dei punti per centrare la salvezza matematicamente, la Salernitana non ha nulla da chiedere al campionato, ma entrambe le squadre scenderanno in caso con le stesse motivazioni a prescindere dalla classifica. Il mio appello è alle tifoserie: ci sia spettacolo sugli spalti senza andare oltre lo sfottò e la goliardia".

Un tempo definisti il pubblico "il tredicesimo uomo in campo, sono veramente malati della Salernitana"...

"Per quanto mi riguarda, l'Arechi può decidere qualsiasi partita e l'ho detto più volte: Salerno e Napoli si vive di pane e pallone, sono due piazze molto simili. La Salernitana deve essere brava a sfruttare la spinta del pubblico, la curva Sud non ha nessun rivale soprattutto in questa categoria e la società spero possa riportare i colori granata in serie A. Purtroppo servono tante altre componenti per il grande salto".

Giocare senza obiettivi è un handicap o paradossalmente un vantaggio?

"Le motivazioni fanno la differenza: l'Avellino sarà carichissimo, ha bisogno di 2-3 punti per salvarsi e tagliare il traguardo nel derby sarebbe per loro un risultato straordinario. La Salernitana, come detto, non si gioca nulla e solo grazie al pubblico potrà trovare le energie necessarie: in questa partita bisogna annullare tutto, è una sfida particolare, ma scendere in campo senza obiettivi di classifica non aiuta. Entrambe venderanno cara la palle, non esistono squadre favorite".

Che ricordi hai della tua esperienza Salerno?

"Con Lombardi le cose non sono andate benissimo, alcune esperienze mi hanno segnato. Calcisticamente e umanamente sono cresciuto a Salerno, ho solo bei ricordi e ci sono partite che resteranno sempre nel mio cuore. Ho vinto un campionato, a 17 anni ho affrontato il Napoli al San Paolo davanti a 45mila spettatori, ho conquistato la Nazionale, ancora oggi parlo benissimo di Salerno a tanti colleghi, è una piazza particolarmente affascinante alla quale devo tutto. Sabato tiferò assolutamente per la Salernitana,è una squadra che sarà sempre nel mio cuore".

Gaetano Ferraiuolo