I precedenti: il gesto di Biancolino e le magie di Gabionetta

Nel 2009 la Salernitana condannò i lupi alla retrocessione in Lega Pro

Salerno.  

Sono decisamente favorevoli alla Salernitana i precedenti casalinghi contro l'Avellino, capace di espugnare tre volte il catino infuocato del Vestuti, ma sovente sconfitto all'Arechi in modo anche abbastanza netto. Sabato pomeriggio,dinanzi a oltre 12mila spettatori, si giocherà il ventiduesimo derby della storia, con un bilancio complessivo di 10 vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte: la speranza dei tifosi granata, dunque, è quella di proseguire questa striscia di risultati positivi e di vendicare l'immeritato ko dell'andata,scaturito anche da una serie di errate decisioni dell'arbitro Abisso di Palermo. Il primo match in assoluto risale al 30 gennaio del 1960: si giocava l' ultima partita di un girone d' andata deludente per entrambe le compagini campane, i biancoverdi si aggiudicarono i due punti con un gol di Brugnera, abile a sfruttare una clamorosa disattenzione della retroguardia di casa. Nel campionato successivo l'Avellino retrocesse in C2: al Vestuti il derby si concluse con il risultato di 1-1, una partita brutta, fallosa e particolarmente combattuta che la Salernitana rischiò addirittura di perdere in zona Cesarini: solo la traversa salvò i granata da una sconfitta che avrebbe lasciato l'amaro in bocca e probabilmente messo in discussione la panchina del tecnico.

La prima vittoria del cavalluccio marino è storia del 24 febbraio del ’63: 2-0 finale con gol di Savino Di Paola e Bruno Baldi. Gli anni Sessanta si chiusero con due successi e altrettanti pareggi: Cominato e Dianti illuminarono la scena regalando una grandissima gioia ai tifosi granata. Fu Baffi, invece, a decidere il primo derby degli anni Settanta, un gol che permise alla Salernitana di dare un calcio alla crisi e di tornare al gol dopo quasi 625 minuti. Quell' 1-0, sofferto, ma nel complesso meritato, restituì il sorriso a una piazza ancora scottata dalla precedente retrocessione dalla B e che avrebbe sognato una stagione all'insegna del riscatto. L'Avellino, tuttavia, vinse le ultime due sfide giocate al "Vestuti":1-0. nel lontano 1973 (maldestra e sfortunata autorete di Coppola), 2-1 in coppa Italia nel 1982, con Zaccaro che illuse il popolo locale, ma che si dovette piegare alla superiorità di un avversario in giornata di grazia e che disputò una delle migliori partite stagionali. 

Salernitana e Avellino si affrontarono per la prima volta all'Arechi nel campionato 1990/91, uno dei più beffardi della storia coinciso con l'amara retrocessione di Pescara: il derby, atteso con trepidazione dall'intera tifoseria e giocato in una cornice di pubblico degno di categorie superiori, si concluse in parità: autorete di Lombardo e pareggio di Giampaolo Ceramicola. Sfida in serie C, invece, nel 1993/94, quando la meravigliosa Salernitana di Delio Rossi andava a caccia di punti promozione: ci pensarono De Silvestro e Pisano a sbranare il lupo mandandolo a casa a mani vuote, per la gioia di una curva Sud quanto mai determinante e che rappresentò una componente importantissima nell'economia della gara. Due anni dopo, in B, il principe degli stadi accolse le squadre con una coreografia spettacolare, una scenografia bellissima che coinvolse tutti i settori e che permise di stravincere la sfida a distanza con i cugini irpini. Sul campo i padroni di casa fecero di tutto per portarsi in vantaggio, reclamando per la mancata concessione di un calcio di rigore e peccando di precisione negli ultimi 16 metri. Lo 0-0 finale non rese giustizia ai granata, pericolosi e propositivi soprattutto nella prima frazione di gioco. 

Zeman contro il suo passato nell'ottobre del 2003. Il boemo, dopo aver contribuito alle retrocessioni di Napoli e Salernitana, calò il tris ad Avellino concludendo la stagione all'ultimo posto. "E' colpa del sistema" disse durante un'udienza contro Moggi, suo acerrimo nemico. All'Arechi, dinanzi a 22mila spettatori in visibilio, i ragazzi di un giovanissimo Stefano Pioli disputarono un primo tempo tra i migliori del campionato imbattendosi nella traversa e nelle parate di un super Cecere. Al 22' la sbloccò di testa Bogdani su cross dalla destra di Lai, uno stacco perentorio imprendibile per il portiere ospite. Nella ripresa poche emozioni e nessuna vera occasione per un Avellino troppo brutto per essere vero, ultimo in classifica e contestato dai suoi stessi tifosi fino a tarda notte. Molte polemiche nel marzo del 2007, con la sfida tra granata e biancoverdi che si concluse in parità. Sugli spalti c'erano appena 1500 spettatori, complice la decisione dell'Osservatorio di consentire l'accesso sui gradoni soltanto ai possessori dell'abbonamento: il provvedimento restrittivo scaturiva dai noti e tragici fatti di Catania, per i quali la Salernitana pagò le conseguenze più di tutti. Fu il salernitano Salvatore Russo a sbloccare lo 0-0, nella ripresa Magliocco sbagliò l'impossibile divorandosi almeno tre occasioni nitide per chiudere la contesa. Al 94', in posizione evidente di fuorigioco, gli ospiti pareggiarono con Biancolino, autore di un'esultanza discutibile. Quell'1-1 estromise di fatto la formazione di Bellotto dalla lotta play off. 1-0 salvezza, invece, nel 2009, quando la Salernitana condannò l'Avellino alla retrocessione in serie C: anche in quel caso primo tempo perfetto e colpo di testa vincente, stavolta di Massimo Ganci su splendido cross dalla sinistra di Ivan Fatic. Gara da 8 in pagella per Roberto Merino, unico neo un gol incredibilmente sbagliato a porta vuota. L'ultima sfida è storia della passata stagione: in 20mila spinsero la Salernitana alla vittoria, un 3-1 perentorio firmato Gabionetta-Troianiello che vanificò la rete del momentaneo 1-1 di Insigne favorita da un errore di Strakosha. E' stata la miglior partita di Zito all'Arechi, peccato che indossaasse la maglia dei lupi.

Gaetano Ferraiuolo