Intervenuto ai microfoni di Granatissimi.Ottopagine, Marco Guzzo, calciatore degli under 15 della Salernitana allenati da mister Mario Landi, ha rilasciato un'interessante intervista: “Ho cominciato a giocare a calcio circa 10 anni fa nella Nagc Battipaglia. Dopo 4 stagioni di esperienza sono passato per 2 anni alla Salernitana. Successivamente ho praticato questo sport nella scuola calcio di Montecorvino Pugliano. Quest’anno, infine, sono tornato in maglia granata”. Sulla sua esperienza a Salerno: “Mi sono ambientato molto bene, soprattutto quest’anno: ho trovato compagni, mister e staff davvero capaci. I primi 2 anni non sono stati molto competitivi perché giocavamo contro scuole calcio di basso livello. Quest’anno, invece, ci siamo confrontati con squadre molto più forti di Serie A e B: è stata una bella esperienza per tutti, non solo per me”.
Guzzo si è poi soffermato sulla straordinaria stagione degli under 15: “Speriamo di arrivare fino alla fine, anche se finora abbiamo già compiuto un’impresa. Domenica, prima del match, negli spogliatoi c’era una tensione particolare. Il mister ha saputo darci la giusta carica, abbiamo dato il massimo. Il primo tempo è stato perfetto, nella seconda frazione di gioco siamo un po’ calati. Penso che il Palermo, reduce dalle vittorie sia all’andata che al ritorno in campionato contro di noi, ci abbia sottovalutati”. Prossimo avversario: l’Empoli: “Il mister ha visionato qualche match della squadra toscana: hanno un attaccante davvero molto forte, per questo abbiamo spostato per bene l’attenzione in difesa. Nonostante ciò dobbiamo cercare di giocare palla dando il meglio di noi”. Sul futuro: “Prima di tutto spero di rimanere alla Salernitana. Non ho ancora ben chiare le mie aspettative, vedremo più in là”.
Un commento sul gruppo e su mister Landi: “Nello spogliatoio c’è un’intesa e un feeling fantastico, siamo molto legati: ci consideriamo una grande famiglia. E’ difficile trovare le giuste parole per descrivere la grandiosità del mister: mi sono trovato sempre bene, condividiamo il suo credo calcistico e il suo modo di fare”. Il momento più bello e più complicato della stagione: “La vittoria a Trigoria sulla Roma, squadra di un altro livello, è stata particolare. Siamo arrivati lì consapevoli che avremmo affrontato una partita molto dura ma allo stesso tempo sapevamo di poter vincere. Abbiamo ottenuto i 3 punti grazie ad un calcio di rigore difendendo il vantaggio con l’anima e col cuore. Momento difficile? Forse per me c’è stato all’inizio della stagione: non ho subito trovato spazio tra i titolari, poi mi sono ben affermato nel ruolo di terzino”. Sul settore giovanile della Salernitana: “Ha una buona organizzazione, anche se alcune squadre potrebbero dare molto di più. Il progetto mi convince assolutamente. Abbiamo un rapporto particolare solo con gli under 16 perché durante le trasferte viaggiavamo insieme, si è creata una vera e propria amicizia. Salernello? Sarebbe davvero importante avere un proprio quartier generale dove potersi appoggiare, fare allenamento e disputare le partite interne. Anche tra noi giocatori si creerebbe una nuova realtà”.
Sui giovani in Italia: “A mio avviso i talenti nel calcio italiano non sono abbastanza valorizzati: solo alcune formazioni come Genoa e Juventus puntano realmente su di loro”. E infine: “Ripetere quest’impresa anche l’anno prossimo? C’è una buona probabilità, ma sicuramente la squadra andrà rinforzata”.
Marco Savarese
