Ultima all'Arechi, il bilancio: quanti brividi granata!

Indimenticabili le vittorie con Ascoli, Vicenza e Pescara. Le statistiche premiano la Salernitana

Salerno.  

L'ultima stagionale all'Arechi ha sempre un sapore particolare. La stagione che va a terminare porta con sè rimpianti, riflessioni, ma anche tante emozioni vissute sugli spalti da parte di una tifoseria meravigliosa e che ha accompagnato fedelmente e con calore il percorso altalenante della squadra del cuore. Domani, pur senza ambizioni di classifica, la Salernitana sarà accompagnata dal suo più fedele alleato, pronto a riempire gli spalti in almeno 10mila unità per salutare il principe degli stadi dandogli appuntamento all'anno prossimo. "Mancano ancora 90 minuti ed è già astinenza da Arechi" e "Come faremo 3 mesi senza cantare in curva Sud?" due dei commenti che abbiamo trovato sulle pagine web dedicate al variegato mondo del tifo granata. Negli ultimi 20 anni, del resto,l'ultima casalinga stagionale ha regalato spesso gioie incontenibili ai tifosi, partite che resteranno per sempre impresse nel cuore e nella mente di chi anche domani spera di togliersi una bella soddisfazione a cospetto di una storica rivale come l'Avellino. Prendendo in considerazione soltanto la regular season, dal 1998 ad oggi il bilancio parla di 10 vittorie, 5 pareggi e appena 4 sconfitte, tutte maturate quando la Salernitana non si giocava nulla e scendava in campo con le seconde linee: 32 i gol fatti, 22 quelli subiti e solo una volta negli ultimi 12 anni i padroni di casa non hanno realizzato nessuna rete.

Il primo precedente è quello contro il Foggia, stagione 1997-98. Dopo aver rimandato la festa promozione nel rispetto delle vittime dell'alluvione che devastò parte della provincia di Salerno, gli ultras della curva Sud diedero letteralmente spettacolo con due coreografie da brividi, tra le più belle di sempre. "Affondano i nostri ricordi, emergono i nostri sogni", con una A gigante in bella vista e il coro "vi mandiamo in serie C"rivolto alla torcida rossonera. Al termine di una partita bellissima, avvincente e ricca di capovolgimenti di fronte, la Salernitana vinse per 3-2 grazie ai gol di Franceschini,  Breda e De Cesare,nel mezzo le inutili marcature di Chianese e Vukoja e un gol annullato per fuorigioco a un giovanissimo Di Michele che poteva valere la salvezza dei pugliesi. L'anno dopo in quasi 40mila impazzirono di gioia quando Vannucchi, a tempo quasi scaduto, trafisse Brivio con un preciso colpo di testa: si giocava contro il Vicenza, un passo falso avrebbe sancito il ritorno anticipato dei granata in cadetteria dopo pochi mesi. La Salernitana di Oddo, però, in casa era avversario tostissimo per tutti e portò a casa un successo fondamentale, indimenticabile, quanto illusorio. Tre sconfitte consecutive nelle annate successive: 0-2 nel 2000 con la Ternana (esordio di Zoro appena sedicenne e tra i migliori in campo), 0-2 con il Torino nel 2001 (ultima di Di Michele con la maglia granata prima della firma con l'Udinese), 2-3 nel 2002 con il Bari (un'autorete e Vignaroli resero meno amaro il passivo), prima dell'1-1 del 2003 col Siena dinanzi a 150 spettatori che chiuse un campionato tra i più disastrosi della storia. L'era Aliberti si chiuse con uno 0-0 col Vicenza (con Pioli che annunciò l'addio in sala stampa a salvezza ormai ottenuta matematicamente) e con il 2-1 sull'Ascoli in una cornice di pubblico stupenda e con una rimonta pazzesca nel segno di Palladino e Zaniolo, tutto in sessanta secondi.

Con Lombardi le cose andarono abbastanza bene: 5-0 alla Pro Sesto targato Soligo, Araboni, Princivalli, Di Vicino più autorete di D'Imporzano, 1-1 col Manfredonia dinanzi a poco meno di1000 spettatori, poi il fondamentale successo per 2-0 contro il Pescara di Soglia che valse l'aritmetica promozione in serie B. Anche in quel caso la curva Sud incantò tutti con una maxi coreografia spettacolare, una spinta determinante per i calciatori che permise alla Salernitana di vincere e rispedire al mittente i sogni play off dei biancazzurri. A decidere il match Walter Piccioni e il solito Arturo Di Napoli, mentre Pinna parò un rigore a Sansovini al 95'. In B, invece, una vittoria e una sconfitta: 3-2 molto discusso col Bari (partita oggetto di indagini giudiziarie) e 0-1 l'anno dopo col Vicenza, quando i tifosi lanciarono l'iniziativa "30mila all'Arechi" per dimostrare le potenzialità della piazza anche dopo una retrocessione mesta e ricca di record negativi. "Solo" in seimila risposero all'appello, ma la Sud cantò per 95 minuti come poche volte era accaduto quell'anno: peccato che in campo i giocatori non furono all'altezza del calore del pubblico. L'ultima dell'era Lombardi coincide con una grande vittoria: 2-1 sul Gubbio capolista di Torrente e play off ipotecati nonostante il -6 in classifica e gli innumerevoli guai societari che condurranno di lì a poco al fallimento.

Con Lotito nessun ko e tante belle soddisfazioni. Dal 3-1 del Salerno Calcio sul Monterotondo dinanzi a 12mila spettatori al 2-1 sul Gavorrano preceduto dalla denuncia di David Mounard al quale un ex compagno chiese di truccare la partita beccandosi una querela. Bello e combattuto anche il 2-2 col Perugia, contraddistinto dall'eurogol di Riccardo Perpetuini, un sinistro da 30 metri insaccatosi all'incrocio dei pali che fece impazzire i 15mila presenti. L'ex Mazzeo e i torti dell'arbitro Ros, tuttavia, favorirono la rimonta degli umbri, ma la Salernitana festeggiò ugualmente la matematica qualificazione ai play off. Esattamente due anni fa, invece, la Casertana si giocava tutto all'Arechi e aveva bisogno di una vittoria, a cospetto di una squadra già promossa, stanca e falcidiata dagli infortuni. I 22mila cuori granata, in versione "Happy", risultarono quanto mai decisivi e spinsero i propri beniamini alla conquista di un pareggio che estromise i falchetti dalla lotta promozione e che diede inizio alla grande festa conclusa con il "Nessun Dorma" di un Moro in versione tenore. L'anno scorso, invece, 1-0 sul Como che tuttavia non permise di salvarsi aritmeticamente in concomitanza dell'1-1 del Latina a Pescara: anche in quel caso Arechi da applausi con oltre 17mila presenze.

Gaetano Ferraiuolo