Un pomeriggio di festa, 90 minuti all'insegna delle emozioni a prescindere dalle motivazioni di classifica e dall'impossibilità di raggiungere i play off. Alla faccia dei soli gufi social che pensavano di degustare babà e biscotti, 11mila innamorati a prescindere hanno manifestato il loro grandissimo amore nei confronti della Salernitana riempendo il principe degli stadi e sostenendo a gran voce i propri beniamini dal primo all'ultimo minuto, una bolgia tutta granata che ha letteralmente spinto nella porta avversaria i due palloni della vittoria. "Con questo tifo non potevamo non vincere" ha dichiarato con onestà Alberto Bollini, letteralmente colpito dal clima di festa che si respirava in uno stadio che, quando vuole, può spostare davvero gli equilibri come pochi altri in Italia. Sin dal riscaldamento gli ultras hanno caricato l'ambiente cantando il classico "Chi non salta è di Avellino", un coro che ha coinvolto anche il pubblico presente negli altri settori; fischi copiosi non solo per il salernitano D'Angelo e per l'ex Eusepi, ma anche per quel Raffaele Biancolino che non assunse un comportamento irreprensibile all'indomani del suo addio al Salerno Calcio nel giugno del 2012. L'urlo dei duemila avellinesi è strozzato da una coreografia simpatica, da applausi, bellissima, un messaggio ironico rivolto alla storica curva rivale: facile prevedere che l'immagine farà il giro del web per diverse settimane.
La sfida del tifo a distanza è stravinta dal popolo granata e, non a caso, i due gol della vittoria sono arrivati attaccando verso la Sud: prima Coda (al quale per la prima volta è stato dedicato un coro che potrebbe avere un certo peso sulla sua scelta futura), poi Improta hanno fatto impazzire l'Arechi che, per tutta la gara, ha dedicato striscioni di sfottò agli avellinesi senza cadere nella trappola delle provocazioni. Nella Nord, infatti,sono stati esplosi diversi petardi, uno dei quali ha ferito un tifoso biancoverde fortunatamente senza alcuna grave conseguenza. Sul piano dell'ordine pubblico tutto è andato per il meglio: hanno funzionato i container, ha funzionato il lavoro del Questore, dei poliziotti dei carabinieri e degli steward guidati da Gianluigi Casaburi, professionista che ha sempre svolto un ruolo determinante mettendosi a disposizione della società granata. Tornando ai tifosi, a 5 minuti dalla fine è stato esposto uno striscione eloquente: "Abbiamo garantito sostegno incondizionato, ora vogliamo una squadra che lotti per vincere il campionato", con il coro "Noi vogliamo un presidente che ci porta in serie A" che ha commosso e caricato i presenti. Un sabato di festa, un pomeriggio di sport e di amore per i colori granata: si riparta da questa giornata per avviare un progetto vincente e che non si ponga limiti.
Gaetano Ferraiuolo
