La premiata pasticceria "Social" ha offerto per tutta la settimana babà e biscotti, i veri tifosi erano invece in coda per acquistare il biglietto con l'unico obiettivo di spingere la Salernitana verso la vittoria. Dispiace per chi era pronto a sfogarsi sui social attaccando presidenti, allenatore, dirigenti e calciatori in nome di illazioni puerili e insensate, ma questa squadra, al netto di qualche limite evidente ed emerso proprio sul più bello, ha onorato la maglia fino all'ultimo minuto scendendo in campo con il coltello tra i denti e senza regalare nulla a una storica rivale che sperava di fare un solo boccone dei granata. La Salernitana, invece, con questo pubblico non si fa sbranare da nessuno, ha vinto con merito sciorinando un calcio a tratti piacevole e merita un applauso unanime per aver incarnato i valori di una curva quanto mai determinante e che ha portato in trionfo i propri beniamini riconoscendo l'impegno, la determinazione e il buon lavoro svolto in questa stagione. Vedere i calciatori ballare e saltare sotto la curva e negli spogliatoi, esultare insieme dopo i due gol e baciare la maglia (emblematico il gesto di Zito) ha fatto rivivere emozioni d'altri tempi, un pomeriggio veramente gioioso dal quale ripartire obbligatoriamente senza buttare al vento quanto di buono lascerà in eredità la stagione 2016-17. La prima base è rappresentata dall'Arechi: uno stadio così, con pià tifosi e meno internauti, può regalare tantissimi punti e dare una marcia in più a una Salernitana che, storicamente, lega le sue fortune all'imprescinbile apporto del pubblico amico.
Loro, lo zoccolo duro, hanno tutto il diritto di chiedere il massimo e lo striscione esposto dalla curva è simbolo di maturità e saggezza. Gli altri saliranno sul carro dopo dimenticando le ingiurie rivolte a ds e proprietà (spesso nascondendosi dietro un nick o attaccando per motivi prettamente personali). A questo punto bisogna necessariamente alzare l'asticella: il primo campionato di B è coinciso con una salvezza sofferta, quest'anno ci si è salvati in largo anticipo sognando per due mesi la qualificazione ai play off (e con arbitri equi i granata sarebbero ampiamente tra le prime otto), l'anno prossimo Lotito e Mezzaroma dovranno allestire- e in tempi rapidi- una rosa competitiva in ogni reparto anche a costo di fare qualche investimento più corposo. Ripartendo, naturalmente, dai più bravi: trattenere Gomis sarebbe fondamentale, resteranno a Salerno Bernardini, Tuia, Vitale, Busellato, Sprocati e Rosina, Coda è stato blindato da Marco Mezzaroma, gente come Zito, Minala e Odjer può dare ancora un grosso contributo pur nel rispetto della famosa lista over. Basta davvero poco per sognare in grande: un terzino destro forte, un centrale da affiancare a Bernardini, due centrocampisti di grossa qualità, un esterno di spinta e un bomber da affiancare a Coda per comporre un tandem di livello in una B che riabbraccerà piazze e società di un certo spessore. E l'allenatore? Bollini ha la riconferma in tasca, ha già parlato con la proprietà e dopo la vittoria di oggi è ancora più certo di restare a Salerno. Tutto sommato, dopo aver conquistato 30 punti nel girone di ritorno, una chance dall'inizio la meriterebbe. Magari con qualche tatticismo esasperato in meno e con la voglia di plasmare un gruppo di uomini. Come fatto quest'anno. Perchè, al di là di gruppi facebook e illazioni social, questa Salernitana il campionato lo ha onorato fino in fondo e in tutte le partite.
Gaetano Ferraiuolo
