Non siamo pienamente d'accordo con Bollini quando dice che la sua Salernitana, negli ultimi 20 giorni, aveva espresso un buon gioco creando tante occasioni, ma ieri pomeriggio i granata hanno disputato una delle migliori partite stagionali mettendo sotto l'Avellino per 95 minuti. Il tecnico di Poggio Rusco, sempre più vicino alla riconferma, ha stravinto il duello a distanza con il più esperto collega Novellino schierando una squadra propositiva, coraggiosa, arrembante e capace di incarnare i desideri della tifoseria con un atteggiamento grintoso, aggressivo e ricco di personalità. Nel 4-3-3 iniziale hanno trovato spazio Gomis tra i pali, Perico e Vitale sulle corsie esterne e il tandem Tuia-Bernardini al centro, Della Rocca in cabina di regia, Minala e Zito al suo fianco e il tridente Rosina-Coda-Sprocati in avanti, modulo camaleontico e che spesso si trasformava in una sorta di 4-4-1-1 in fase di non possesso. L'intento era duplice:sfruttare le carenze dell'Avellino sulla destra (il giovane Lasik, un centrale, è stato adattato per emergenza e ha sofferto tantissimo) e chiudere le linee di passaggio trasformando repentinamente l'azione da difensiva a offensiva senza affidarsi a infruttuosi lanci lunghi.
Sin dalle primissime battute la Salernitana ha fatto capire le proprie intenzioni. Una bellissima azione sviluppatasi a sinistra si è conclusa con la sovrapposizione di Perico sull'out opposto, peccato che il traversone del terzino ex Albinoleffe non abbia trovato pronto nessun compagno per la battuta a rete. Molto interessanti anche i movimenti di Rosina e Zito: quando il fantasista si accentrava dettando il passaggio sulla propria trequarti, l'esterno si sovrapponeva a sinistra puntando l'uomo e favorendo l'inserimento di Vitale, triangolazioni che hanno mandato in crisi la retroguardia avellinese ancor di più per la capacità di Sprocati di inserirsi negli spazi senza palla e di attirare su di sè l'attenzione dei centrali permettendo a Coda di smarcarsi sul secondo palo senza trovare opposizioni. Solo un pizzico di imprecisione e le parate di Radunovic consentivano all'Avellino di chiudere il primo tempo sul risultato di 0-0: davvero nulli gli irpini in fase offensiva, anche perchè la diga Della Rocca-Minala chiudeva sempre la linea del passaggio in verticale garantendo adeguata copertura a due centrali che hanno annullato clienti scomodi come Ardemagni e Castaldo giocando d'anticipo e senza buttar palla.
Nella ripresa l'approccio non è stato dei migliori e la Salernitana ha rischiato due volte la capitolazione, manco a dirlo su calcio piazzato: prima un'errata marcatura di Della Rocca su un corner calciato da Bidaoui, poi una punizione battuta a sorpresa sulla quale i calciatori di casa si sono fatti cogliere impreparati. Anche sulle palle inattive a favore, in realtà, i granata hanno lasciato a desiderare: emblematico quanto accaduto al 40' del primo tempo, quando in tre si sono avvicinati al pallone senza intendersi e favorendo una ripartenza potenzialmente pericolosa degli ospiti. Tornando al match, la Salernitana ha ripreso in mano il pallino del gioco quando il mister ha sostituito Minala- già ammonito- con Improta, provato mezz'ala per tutto l'arco della settimana e preferito a Ronaldo per dinamismo, corsa e capacità di supportare la fase offensiva. Il gol dell'1-0 è stato la logica conseguenza, ancora grazie a un'azione studiata in allenamento: lancio magnifico di prima "alla Totti" di Rosina per Coda, perfetto il movimento del bomber così come la conclusione all'angolino. Da quel momento in poi non c'è stata storia e gli sterili tentativi dell'Avellino si sono infranti sui polpacci di Zito e Tuia, abili a respingere le pericolose conclusioni di D'Angelo e Castaldo. Nel finale tempo anche per il 2-0: lancio perfetto di Ronaldo per Coda, uno contro uno vincente con Migliorini e assist per Improta, freddo e preciso proprio sotto la Sud. Un autentico tripudio granata, una vittoria tattica, tecnica, fisica e caratteriale che non ammette repliche e che permette di chiudere al meglio la stagione.
Gaetano Ferraiuolo
