Progetto sui giovani e laziali in arrivo? Il controsenso

Giusto puntare anche su talenti emergenti, ma a patto che siano di proprietà

Salerno.  

La nuova politica della Salernitana basata soprattutto sulla valorizzazione dei giovani può produrre risultati importanti soprattutto se la piazza saprà attendere con pazienza la loro crescita. Parlare di modello Chievo, Crotone o Sassuolo è teoricamente semplice, ma in quelle piazze la componente ambientale, pur meno passionale e incisiva, ha permesso alle società di muoversi senza affanni e agli under di sbagliare anche qualche partita senza ritrovarsi contestati o fischiati dalle tribune. La strategia attuata da Lotito e Mezzaroma, volta anche ad abbassare i costi di gestione ritenuti troppo alti, avrà un senso se si punterà su talenti di proprietà anche a costo di comprarne il cartellino. Ben vengano, dunque, i Kadi, i Ramos, eventualmente i Mastalli e i Bifulco, gente che ovviamente dovrà dimostrare il proprio valore sul campo, ma che è reduce da un campionato assai positivo.

Se invece si dovesse virare sui giovani laziali, si cadrebbe in una enorme contraddizione. Se è vero che aggregare in rosa calciatori che Bollini ha già allenato e che hanno un innato talento non fa male a nessuno, è altrettanto vero che valorizzare gente che ha nel cuore e nella mente soltanto i colori biancocelesti e che a giugno prossimo tornerà alla base ha poco senso e non aiuterebbe certo la crescita della Salernitana. Le dichiarazioni dei diretti interessati, del resto, sono chiarissime: Minala spera un giorno di essere titolare nella Lazio, Palombi ribadisce un giorno sì e l'altro pure di volersi aggregare al ritiro di Auronzo, Ikonomidis è quell'atleta che preferì scendere in campo con la nazionale australiana mentre i granata si giocavano la categoria, gli altri arriveranno eventualmente soltanto se Inzaghi non dovesse reputarli pronti. La domanda è: non sarebbe il caso di tagliare quasi definitivamente il cordone ombelicale con la Lazio? Del resto i vari Zampa, Iannarilli, Berardi, Adelekè, Denè, Emmanuel, Ricci, Capua, Prce, Strakosha, Ikonomidis, Sbraga e Tounkarà insegnano pure qualcosa...

Gaetano Ferraiuolo