Mercato, tra colpi e budget: sintesi di un'estate intensa

Sogni sotto l'ombrellone, giovani di belle speranze e qualche addio: che Salernitana è nata?

Salerno.  

In linea strettamente teorica bisognava ripartire dalla buona ossatura ereditata dalla passata stagione, quando la Salernitana di Bollini riuscì a scalare posizioni di classifica trascinata da alcuni calciatori che si sperava potessero restare a Salerno in nome di quel progetto triennale sbandierato ai quattro venti dalla società prima del clamoroso e inspiegabile passo indietro che ha allontanato molti tifosi dal botteghino durante la campagna abbonamenti. Del resto quanto detto dal tecnico in conferenza stampa prima di partire per Venezia rappresenta la fotografia esatta dell'idea di Lotito e Mezzaroma: far quadrare i conti, spendere quanto si incassa, non avere buchi in bilancio, puntare sui giovani e progettare in funzione soprattutto del mantenimento della categoria. Se poi, con intuizioni e fortuna, si va oltre ben venga.

Coda senior: <<Con un progetto diverso sarebbe rimasto>>

Non proprio il massimo, per Salerno, ripartire con l'immediato addio di Coda, Busellato, Gomis e Donnarumma: tre titolari inamovibili e un attaccante che, se messo in condizione di rendere, poteva ancora segnare tanti gol. Parallelamente tardava anche la firma dell'allenatore che, prima di rinnovare, ha chiesto alla proprietà di uscire allo scoperto dichiarando pubblicamente la scelta di non allestire una rosa di primissima fascia in una B di ottimo livello. Fabiani, dunque, ha dovuto operare tra mille difficoltà e con un budget notevolmente ridotto, impossibilitato quindi a fiondarsi sui cosiddetti top player.

Tira e molla Cacia e il sogno di Leonardo Gatto

I primi innesti sono stati autentiche scommesse: Kadi dalla D, Alex e Roberto dal Portogallo, nel mezzo il riscatto di Sprocati per 110mila euro e gli addii meno dolorosi di Bittante, Ronaldo e Improta. La Salernitana, dunque, è partita per il ritiro senza portiere e senza centravanti, tra lo scetticismo della piazza e con Mezzaroma che ribadiva che "bisognava far quadrare i conti". "Con obiettivi diversi, mio figlio sarebbe rimasto" le parole del padre di Coda che acuivano il malcontento popolare. Con il passare dei giorni tanti nomi sono stati accostati alla Salernitana: da Valentini a Nicastro passando per Corvia, Marilungo, Scognamiglio (mai trattato!), Paghera, Provedel, Emmanuello, Masiello, Giannetti, Varela e Agazzi, nessuno messo sotto contratto.

Il primo doppio colpo doveva essere il tandem Pelagotti-Signori, "bocciato" dall'allenatore proprio quando stavano partendo per Roccaporena. Il motivo? Spingere la società a investire nel reparto offensivo anche a costo di affidarsi a due giovani di prospettiva tra i pali. E così ecco Adamonis dalla Lazio prima e Radunovic poi, al termine di una trattativa lunga e tortuosa per motivi indipendenti dalla volontà dei granata. La retroguardia si rinforzava con Pucino e Adejo: se l'ex Lanciano rappresenta una garanzia, il roccioso centrale è apparso impacciato già nelle primissime uscite ed è stato bocciato da Bollini al pari di Roberto, mentre Della Rocca e Schiavi, teoricamente fuori dai piani per motivi economici, scalavano con merito posizioni nelle sue gerarchie.

Per fortuna prima della coppa Italia qualche giocatore di valore è arrivato: Signorelli (fermo però da mesi per infortunio), Orlando (out fino a gennaio, rottura del crociato in amichevole), Ricci (talento scuola Roma) e soprattutto Bocalon, un investimento da 200mila euro da parte di Lotito e Mezzaroma per un elemento capace di segnare, seppur in serie C, 80 gol in 5 anni. Il sogno dei tifosi e del mister, però, restava quello della punta centrale, sebbene paradossalmente le prime uscite stagionali palesassero prolificità offensiva e sterilità difensiva. Cacia era il nome sul quale puntare tutto, anche perchè Palombi non ha voluto saperne di scendere in B, Cissè era richiestissimo e Ceravolo costava tanto. Rossi della Lazio, golden boy di cui si dice un gran bene, non poteva bastare.

Non a caso, negli ultimissimi giorni, Fabiani ha fatto di tutto per arrivare a Cacia portando avanti una trattativa estenuante e ricca di colpi di scena. Alla fine, proprio quando mancava soltanto l'annuncio, il bomber ha alzato le pretese e scelto Cesena, mentre il ds, con scaltrezza, chiudeva in cinque minuti per Rodriguez, uno che non ha mai segnato tantissimo, ma che farà alzare sicuramente l'asticella, con un Di Roberto in più nel motore e quel Gatto che ha spaccato il mondo pur di tornare a Salerno. Con un budget basso, dunque, la dirigenza e lo staff tecnico hanno costruito una discreta squadra, che dovrà innanzitutto salvarsi: la palla passa al campo, sperando che la politica societaria si riveli ancora una volta giusta.