Dopo l’ottima prova di Chiavari, Marius Adamonis ha l’arduo compito di confermarsi nella gara di domani contro il Foggia. Il giovane portiere lituano avrà gli occhi dei tifosi rivolti verso di lui, intenti a capire se il suo è stato un solo fuoco di paglia, o il talento scuola Lazio potrebbe effettivamente diventare il nuovo numero uno granata. Uno che a Salerno si è trovato diverse volte nella stessa situazione è Salvatore Pinna, il quale, intercettato dal quotidiano Il Mattino, ha espresso il suo pensiero:
Nel 2008-09 il suo ballottaggio era con Berni, come ricorda quei momenti?
«Ricordo che in allenamento davo il massimo, era come una partita per me la settimana di preparazione. Per cui sempre professionista al cento per cento, poi la scelta finale naturalmente spettava all’allenatore».
Ma il dualismo tra due portieri quanto può essere utile?
«Faccio una premessa, non capisco perché alla Salernitana capita spesso di ritrovarsi in questa tra virgolette problematica, ci sono diversi esempi e l’ultimo è quello della scorsa stagione. Detto questo, sono sempre stato dell’avviso che deve essere sempre scelto un numero uno e poi dietro deve invece esserci un dodicesimo comunque bravo. Ma le gerarchie in questo ruolo non possono non esserci, altrimenti si rischia ogni volta di mettere ulteriori pressioni al titolare».
L’infortunio di Radunovic può essere la scusante giusta per dare una svolta definitiva tra i pali?
«Salerno è una piazza molto difficile, che capisce di calcio e che pretende massimo impegno dall’inizio alla fine. Mi sembra che Adamonis abbia le qualità per reggere l’urto, naturalmente ora sta a lui cercare di sfruttare al massimo l’occasione e conquistare per davvero la maglia da titolare».
Rispetto alla scorsa stagione il livello tra i pali si è alzato o abbassato in casa granata?
«Più o meno, almeno credo, il livello si assomigli abbastanza tra il duo Radunovic-Adamonis e il duo Gomis-Terracciano, personalmente mi piaceva e mi piace tuttora quest’ultimo. La certezza, però, è Gigi Genovese, un grande tecnico capace di far crescere sempre tanto i portieri che allena nel corso di una stagione».
A proposito di allenatori, nei giorni scorsi Stefano Colantuono si è seduto sulla panchina della Salernitana.
«Una mossa importante, un segnale importante. Vuol dire chela società ha davvero tra i suoi pensieri quello di provare a fare il salto di qualità, stiamo parlando di un tecnico di polso e di carattere. In pratica uno che può gestire una piazza come Salerno».
Playoff sì o playoff no, cosa può accadere da qui alla fine di questa stagione?
«Difficile dirlo, può accadere in pratica qualsiasi cosa. Tutti gli addetti ai lavori ribadiscono sempre un concetto: il campionato di serie B è lungo e ricco di insidie. A questo però, ora come ora bisogna anche aggiungere il discorso calciomercato, gennaio sarà un mese che potrà spostare gli equilibri del campionato. Il direttore Fabiani sa sempre come muoversi, in più sono convinto che Colantuono vorrà provare a rinforzare la squadra con due-tre pedine di esperienza che possano far alzare sensibilmente il valore della Salernitana».
S.G.
