Abbiamo spesso elogiato il lavoro dei presidenti Lotito e Mezzaroma e del direttore sportivo Fabiani indicandoli come profondi conoscitori di calcio in grado di poter fornire un validissimo contributo e di rappresentare una certezza per la tifoseria granata, al netto di quei tromboni sfiatati che si divertono sui social attaccando chiunque quotidianamente dimenticando, forse, da dove la Salernitana sia ripartita e quante realtà anche più importanti vivano stagioni anonime tra i dilettanti. Se, però, la società è cresciuta merito va attribuito anche a chi lavora dietro le quinte, svolgendo nell'ombra un'opera assai meritoria e che indubbiamente incide e non poco sull'economia dei risultati. Su tutti un plauso incondizionato lo meritano il team manager Salvatore Avallone e il dirigente Alberto Bianchi, uomini di campo che hanno dato tantissimo alla Salernitana rappresentando un punto di riferimento per il gruppo dentro e fuori il rettangolo di gioco. Entrambi, dunque, hanno ripagato in pieno la fiducia della proprietà e di Fabiani che, giustamente, ha deciso di tenerseli stretti entrambi nonostante importanti richieste dalla Lega Pro, su tutte quella della Sambenedettese a caccia di un ds giovane, ambizioso e competente. Tra i meriti di Bianchi e Avallone anche quello di aver instaurato un ottimo rapporto con la piazza, un dialogo continuo con la tifoseria organizzata che non potrà che far bene al cavalluccio marino. Non vanno dimenticati anche il segretario Rodolfo De Rose, l'addetto stampa Gianluca Lambiase (i due veterani dello staff, avendo partecipato anche al torneo di D con il Salerno Calcio), Gianni Russo delegato alla sicurezza (ottima la collaborazione con Gianluigi Casaburi e il magnifico gruppo degli steward), Maria Vernieri della biglietteria, il magazziniere Gerardo e i collaboratori Emanuele Pellegrino e Gabriella Borgia.
Gaetano Ferraiuolo
